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Description:
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http://www.barganews.com/2017/01/27/epistenologia-nicola-perullo/
Epistenologia: Nicola Perullo in the studio of Giorgia Madiai Fuchs
— in Barga.
Epistenologia
– ha proposto un modo diverso di avvicinarsi al vino, prescindendo dalla eventuale competenza o expertise;
– non è un metodo di degustazione, anzi è anarchica e quindi chiede cura attenzione e responsabilità;
– suggerisce di non lasciarsi dominare dalla testa, aprendosi a bisogni desideri e emozioni;
– perora l’esplorazione, l’esposizione e lo stupore per ogni passo, e rifugge l’estetica del giudizio e della valutazione;
– vede il vino come un essere vivente da incontrare e non come un oggetto da valutare;
– va ben al di là del vino come tale, facendo un piccolo discorso forse ambizioso ma più complessivo sulla conoscenza, sulla saggezza e – addirittura – sulla vita;
– ambisce a mettere in moto l’immaginazione e la consapevolezza delle nostre possibilità creative quando gustiamo: la percezione è un processo creativo.
– disincrosta e libera.
Il 4 agosto faremo l’ultimo incontro prima della pausa estiva, a Barga, alla Locanda di mezzo, dove nel corso dell’evento Giorgia Madiai Fuchs disegnerà nel flusso di quel che accade.
Quel che accade di solito è potente e bello.
Quello che chiamo “Epistenologia” è un mezzo, probabilmente come un altro, di esplorare se stessi in rapporto alle possibilità percettive che fare qualcosa – nel caso, bere vino – ci offre e ci consente. Un modo di socializzare queste possibilità e, al contempo, di rendersi conto dei poteri dell’immaginazione e del linguaggio.
Ontologia ed epistemologia sono così mescolate: epistenologia. Non solo il sapere del vino, ma il sapere col vino costituito dalla spessa grana del tempo. La n dell’essere, gli onta, s’incastra nella conoscenza come scelta e fiducia (pistis). L’episteme sono onta, gli onta sono episteme: nessun relativismo in agguato, solo processi e relazioni su relazioni, testi come tessuti, grovigli di linee, dense temporalità, inaggirabilità dell’atmosferico.
Ogni volta che comincio un workshop, ho qualche idea e suggestione su cosa farò; poi però la situazione, le persone presenti, la qualità emotiva, la partecipazione e il grado di empatia con loro mi fanno nascere altre suggestioni e proposte. Così, quando mi chiedono di “mandare il programma” della serata sono sempre molto riluttante perché non so come sarà il programma.
Questo tipo di lavoro è esito di un percorso per me non chiuso ma in pieno svolgimento. Non so dove porterà e mi porterà; so però, grazie a chi lo ha fatto, che funziona e che è pieno di senso. La sua natura sperimentale impedisce una codificazione; al tempo stesso rende la “comunicabilità” strettamente connessa al suo artefice, me, ma non perché io ne sappia di più. Il fatto è che Epistenologia è come fosse la concrezione di un vissuto che dice molto, e io non ne ero affatto certo, anche agli altri. – Nicola Perullo |