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Il 25 gennaio Giorgia Meloni, assieme ad altri leader del centrodestra, ha presentato la cosiddetta “rosa dei candidati” per la Presidenza della Repubblica. Lo ha fatto in una maniera un po’ particolare e in questo post cercheremo di analizzare la sua comunicazione soffermandoci sulle parole che ha utilizzato.
Excusatio non petita, accusatio manifesta
<nulla ha da temere in termini di autorevolezza. Letizia Moratti, dirigente d’azienda, politico, presidente della Rai, sindaco di Milano, vicepresidente della Regione Lombardia, è stata ministro come Einaudi, Segni, Saragat, Cossiga, Scalfaro, Ciampi, Napolitano. Segnatamente, è stata ministro dell’istruzione come Sergio Mattarella. Mi pare che abbia il curriculum.>>
Potremmo dire che il discorso di Giorgia Meloni rappresenti un tipico esempio di excusatio non petita, accusatio manifesta: se vogliamo comunicare qualcosa, infatti, è sufficiente limitarci ad affermarlo, non c’è alcun motivo di compararlo a qualcos’altro nel tentativo di dare sostegno alle nostre argomentazioni.
Quando la comunicazione diventa controproducente
Frasi come: “mi sembra che abbia il curriculum” o “non ha niente da invidiare in termini di autorevolezza”, fanno subito venire in mente una comparazione e creano le condizioni per ottenere esattamente l’effetto contrario: magari l’ascoltatore non aveva neanche pensato che Letizia Moratti potesse essere poco autorevole, ma quelle affermazioni hanno sicuramente contribuito a costruire l’immagine mentale opposta a quella che il comunicatore voleva evocare.
Questo è il rischio della comunicazione che afferma negando, e che ci riporta ancora una volta al tema di un video che ho pubblicato un po’ di tempo fa: una smentita è una notizia data due volte.
© Patrick Facciolo – Tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione. The post La comunicazione di Giorgia Meloni: i rischi della “excusatio non petita” first appeared on Parlarealmicrofono.it. |