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No, il mondo non si divide in visivi, uditivi e cinestetici.
E saperlo è molto importante anche per chi fa Public Speaking, perché ci permette di non avere preconcetti sul nostro pubblico.
La tesi per cui le persone si dividerebbero tra chi preferisce le immagini, chi i suoni, chi le sensazioni, non è sperimentalmente dimostrata, e va detto in modo chiaro.
Già nel 2009 un report pubblicato sulla rivista Psychological Science in The Public Interest riportava i risultati di diversi ricercatori di psicologia dell’apprendimento, tra cui Mark McDaniel dell’Università di Washington, Hal Pashler dell’Università di San Diego, e Robert Bjork dell’Università della California, che dimostrano come questa suddivisione dei metodi di apprendimento non è sostenibile.
Essi hanno concluso che gli studi che sono stati fatti su questo tema non soddisfano i requisiti di randomizzazione (l’assegnazione casuale delle persone ai vari gruppi di ricerca) sufficienti per rendere credibili le loro conclusioni.
Questo caso, come altri simili, ci insegna che quando un modello esplicativo della realtà (un modo per spiegare ciò che ci circonda) è troppo semplice da capire, è il momento per farci delle domande.
Quando ci piace una teoria, ci affascina, ed è semplice da comprendere, è importante saperci fermare un momento e chiederci: “Siamo sicuri che sia proprio così?”.
Questo perché la realtà non è semplice, ma è articolata.
© Patrick Facciolo - Tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione. |