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Description:
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Suona come l'epitaffio su una lapide l'analisi pubblicata a metà febbraio sui Proceedings of the National Academy of Sciences, che fa il punto sull'impatto ambientale della produzione di bioetanolo da mais, su cui gli Stati Uniti hanno puntato massicciamente per iniziare a sostituire i combustibili fossili. Non che il report colga di sorpresa la comunità scientifica, da tempo concentrata sui bio-combustibili di seconda generazione, cioè derivati da colture cellulosiche, cresciute su terreni marginali e senza consumi rilevanti di acqua o fertilizzanti. E tuttavia il paper, che riassume un lavoro di 15 anni dei ricercatori dell'Università di Madison nel Wisconsin, offre un quadro di una completezza rara, e pone un pietra tombale sull'uso della granella di mais per produrre bio-combustibili.
Ospite Alessandro Agostini, Ricercatore del Dip. di Tecnologie energetiche e Fonti rinnovabili dell'ENEA |