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Le leggi vengono continuamente rafforzate, ma in Italia i femminicidi non si fermano e le violenze aumentano, alle vittime spesso non si crede e nelle sentenze leggiamo ancora stereotipi e pregiudizi, che rendono la donna vittima due volte. "Servirebbe un'ondata d'urto per cambiare la cultura", spiega Fabio Roia (nella foto), presidente del Tribunale di Milano, mentre i riflettori si accendono quest'anno sul balzo delle violenze tra i più i giovani: un "bollettino di guerra", sottolinea Claudia Caramanna, procuratrice del tribunale dei minorenni di Palermo. E l'omicidio di Giulia Cecchettin scuote le coscienze, mostrando come prima del femminicidio la violenza non venga riconosciuta. Più che mai oggi 25 novembre - Giornata internazionale per il contrasto alla violenza contro le donne - dobbiamo ricordarci che la lotta contro la violenza di genere riguarda tutti. |