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Dal romanzo di Giulio Angioni. Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino
Edizioni Il Maestrale
Musiche di Shostakovich – Piano Concerto No. 2 Op. 102
Ha vent’anni Luisu quando dalle Dolci Colline della contadina Fraus il padrone lo spedisce in groppa al puledro Baieddu nella città Che Mussolini s’è inventato Intorno all’Industria estrattiva del carbone sardo Prezioso. Ignaro, Anche se scosso da un brutto sogno premonitore, Luisu è atteso da una vita di miniera, sotto un cielo diverso da quello che ha conosciuto nella sua vita campestre: la volta nera del Pozzo Uno.
Stesso destino spetterà al suo cavallo, convertito in bestia da traino per cunicoli asfittici.
[… In sotterraneo, incorporato minatore bellico nel buio, in silenziosa equina dignità, Baieddu è durato quattro mesi. Non è mai più risalito in superficie, sotto un cielo vero. Luisu gli portava giù, ogni giorno, con le carrube secche, un poco d’erba fresca che sapeva di vento e di rugiada, la mattina, certe volte di pioggia o di sereno. Ma i minatori lo salutavano contenti, in discesa e in risalita, gli facevano regali sontuosi per quei tempi di fame, croste di pane, fondi di tasca, fondi di sacchetta e fondi di borraccia. Ogni tanto qualcuno si faceva tentare dalle sue carrube secche di Modica.
Baieddu si è abituato ai tre turni, mattino sera e notte, sempre con Luisu, chissà quanto vedeva al buio pesto e alla penombra, ha imparato a memoria e a occhi chiusi tutti i suoi tragitti e le manovre di carreggio, a rispondere agli ordini nuovi di Luisu e a non avere più paura di ogni cosa in galleria, ma solo del nuovo e dell’inaspettato, quello sì è da temere. E chissà, forse ha dimenticato anche lui quanto era bene che dimenticasse della sua vita a cielo aperto, per non morire di rimpianto. …]
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