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Podcast: Novecento
Episode:

"Desolazione del povero poeta sentimentale" di Sergio Corazzini

Category: Education
Duration: 00:03:18
Publish Date: 2006-06-29 16:04:25
Description: Sergio Corazzini - Desolazione del povero poeta sentimentale : I Perchè tu mi dici poeta? Io non sono un poeta. Io non sono che un piccolo fanciullo che piange Vedi: non ho che le lagrime da offrire al Silenzio. Perchè tu mi dici: poeta? II Le mie tristezze sono povere tristezze comuni. Le miei gioie furono semplici, semplici così, che se io dovessi confessarle a te arrossirei. Oggi io penso a morire. III Io voglio morire, solamente, perchè sono stanco, solamente perchè i grandi angioli su le vetrate delle cattedrali mi fanno tremare d’amore e di angoscia; solamente perchè, io sono, oramai, rassegnato come uno specchio, come un povero specchio melanconico. Vedi che io non sono un poeta: sono un fanciullo triste che ha voglia di morire. IV Oh, non maravigliarti della mia tristezza! E non domandarmi; io non saprei dirti che parole così vane, Dio mio, così vane, che mi verrebbe di piangere come se fossi per morire. Le mie lagrime avrebbero l’aria di sgranare un rosario di tristezza davanti alla mia anima sette volte dolente ma io non sarei un poeta; sarei, semplicemente, un dolce e penoso fanciullo cui avvenisse di pregare, così, come canta e come dorme. V Io mi comunico di silenzio, cotidianamente, come di Gesù. E i sacerdoti del silenzio sono i romori, poi che senza di essi io non avrei cercato e trovato il Dio. VI Questa notte ho dormito con le mani in croce. Mi sembrò di essere un piccolo e dolce fanciullo dimenticato da tutti gli umani, povera tenera preda del primo venuto; e desiderai di essere venduto, di essere battuto di essere costretto a digiunare per potermi mettere a piangere tutto solo, disperatamente triste, in un angolo oscuro. VII Io amo la vita semplice delle cose. Quante passioni vidi sfogliarsi, a poco, a poco, per ogni cosa che se ne andava! Ma tu non mi comprendi e sorridi. E pensi che io sia malato. VIII Oh, io sono, veramente malato! E muoio un poco ogni giorno. Vedi: come le cose. Non sono dunque un poeta: io so che per esser detto: poeta, conviene viver ben altra vita! Io non so, Dio mio, che morire. Amen.
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