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Priorità gli ultraottantenni per i quali si guarda a una messa in sicurezza entro aprile. Spazio poi alle persone con elevata fragilità, familiari conviventi e i caregiver e subito dopo i 70-79 anni e tra 60-69 anni, a cui va prevalentemente il vaccino Astrazeneca. Accanto a loro, in parallelo, va terminata la vaccinazione dei sanitari, ma solo quelli «in prima linea nella diagnosi, nel trattamento e nella cura» della malattia e coloro che operano in presenza presso strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private. I criteri ridisegnati dal commissario per l'Emergenza Figliuolo bloccano la vaccinazione del personale scolastico, delle forze armate e delle forze di polizia, tranne che per chi ha avuto la prima dose che potrà completare il ciclo. Stop anche alle somministrazioni nelle carceri, salvo over 60 o fragili. Stop, per ora, al programma per rendere le isole Covid free.
Covid e vaccini, Regioni in ordine sparso
Durante la gestione della pandemia erano già emersi i limiti di avere sistemi sanitari affidati alle Regioni e la conferma si è avuta anche dall'inizio della campagna vaccinale. Com'è possibile che il Molise, regione oggi più virtuosa nella somministrazione delle dosi, abbia somministrato dosi (tra prima e seconda) pari al 27,21% della popolazione residente, dieci punti percentuali in più rispetto alla Calabria, ultima in classifica con il 17,75%. Queste differenze emergono anche quando si va a vedere la distribuzione per classe di età: la Provincia autonoma di Trento ha somministrato la prima dose all'86% degli over-80 e la Sicilia al 45,4%. Le Regioni procedono in ordine sparso, nonostante più volte il governo abbia fatto appello all'unità.
Imprese che si rimboccano le maniche
Il caso di oggi è Tabui è un'applicazione per la scoperta turistica del territorio. Tramite la realtà aumentata e la geolocalizzazione consente di scoprire tutti i punti di interesse del territorio che si vuole visitare.
Dietro la notizia
Di ieri sera è la notizia dell'acquisizione della statunitense Luminex da parte dell'azienda italiana della diagnostica Diasorin, per un valore complessivo di 1,8 miliardi di dollari. Luminex sviluppa, produce e vende tecnologie proprietarie e prodotti per esami biologici con varie applicazioni nei settori della diagnostica e del life science. L'operazione verrà finanziata attraverso un mix di cassa e debito: al riguardo, DiaSorin ha firmato una linea con un sindacato di banche che prevede un term loan di 1,1 miliardi di dollari con scadenza nel 2026 e un bridge loan di altri 500 milioni con scadenza entro 12 mesi. A seguito dell'operazione il leverage ratio è stimato in circa 2,5 volte. Il closing è atteso entro il terzo trimestre dell anno. Oggi c'è stata anche la notizia dell'acquisizione di Nuance da parte di Microsoft, per un valore di 19,7 miliardi di dollari.
Ospiti: Marzio Bartoloni, Sole 24 Ore, Gilberto Turati, docente di Scienze delle Finanze Università Cattolica del Sacro Cuore, Giorgio Proglio, amministratore delegato di Tabui, Alessandro Plateroti, editorialista Sole 24 Ore. |