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Description:
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A raccontare la ‘sua’ Irpinia e la cantina Traerte Vadiaperti sarà presente Raffaele Troisi, un viticoltore capace di raccontare come pochi, con entusiasmo e grande capacità comunicativa la storia, gli obiettivi della propria azienda e le ottime caratteristiche organolettiche dei vitigni che vinifica rigorosamente in purezza. La storia di questa azienda, sita a Montefredane, sulle colline della valle del Sabato, in contrada Vadiaperti, tra i 400 ed i 700 mt., inizia con il padre di Raffaele, Antonio Troisi, professore di storia, che nell’84 pensò che il Fiano prodotto meritava di essere imbottigliato. Questa scelta oggi appare quasi scontata (in Campania e non solo), ma allora rivoluzionò la viticultura irpina! Da allora a Vadiaperti sono sempre andati dritti per la loro strada ed hanno sempre prodotto vini di classe, prevalentemente bianchi, minerali ed austeri, al di fuori di dinamiche di moda e gusto popolare. Al Fiano, nel ’90, si aggiunse il Greco di Tufo e, nel ‘93, il Coda di Volpe. Vitigno poco conosciuto e poco produttivo, di difficile vinificazione, introdotto in azienda grazie alla rischiosa e caparbia scommessa del giovane figlio Raffaele che, dopo gli studi di chimica, tornò in Vadiaperti per affiancare il padre. Oggi Raffaele conduce l’azienda, diventata Traerte Vadiaperti, con determinazione, nel rispetto delle idee paterne: coltivazione esclusivamente di vitigni autoctoni, massima cura in vigna, flessibilità nelle tecniche di conduzione, estremo rispetto di ambiente, caratteristiche dei vitigni coltivati e, soprattutto, del prezioso territorio vulcanico che rende i vini prodotti unici ed inimitabili. Unica vera eccezione all’eredità produttiva paterna è stata per Raffaele la sfida Coda di Volpe: vitigno autoctono della zona, da sempre considerato un fratello meno dotato rispetto a Fiano e Greco di Tufo, su cui Raffaele ha sempre puntato, sin da quando ha deciso di imbottigliarlo la prima volta (produttore tra i primi a scommettere sulle sue grandi potenzialità in Irpinia ed in Italia), cambiandone il destino prevalente quale uva da taglio. I vini di Raffaele hanno uno stile preciso: minerali, dritti fino alla fine della beva e ‘virili’ in un duplice senso: prima di tutto perché non lasciano alcuno spazio a ‘suggestioni’ olfattive floreali o di frutta dolce e matura; in seconda istanza perché sono vini prodotti con passione e coerenza, senza compromessi, creati per esprimere al meglio i vitigni prodotti ed il territorio di provenienza. Non possono che suscitare sempre, garantito, grande apprezzamento! |