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La vera domanda è: Maria Rosaria Boccia – collaboratrice dell’ex ministro Gennaro Sangiuliano – sta facendo tutto da sola, o qualcuno cura la sua comunicazione? Ne ho parlato lunedì sera a Quarta Repubblica su Retequattro.
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Cominciamo col dire che il linguaggio del corpo di Boccia, nelle interviste in cui l’abbiamo vista, è molto controllato. Non si contatta mani, naso, collo, non ci sono cioè gesti di automanipolazione significativi. Così come la gesticolazione è molto limitata. E allora delle due l’una: o il livello di attivazione emotiva che le producono queste interviste è basso, oppure è tenuto sotto controllo molto bene.
Boccia risponde più volte in maniera istantanea alle domande del giornalista della Stampa. E lo fa in maniera sintetica e definita. Un elemento che fa sembrare provate e riprovate le risposte. Inoltre, come vedete, Boccia ricerca più volte intenzionalmente la telecamera. E lo alternando lo sguardo di tre quarti verso il giornalista con lo sguardo diretto verso il pubblico a casa. A questo Boccia aggiunge spesso la Action Unit 57 del sistema FACS (testa in avanti). Si tratta di un altro elemento di dominanza e di confidenza con la telecamera, difficilmente compatibile con un neofita della comunicazione.
L’emozione di paura (o sorpresa)
Giornalista: “Quindi il ministro è sotto ricatto?” – Maria Rosaria Boccia: “Io penso di sì.”
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Qui abbbiamo una microespressione facciale che in termini di psicologia del linguaggio non verbale può dirci moltissimo. Abbiamo le action unit 1+2+5 del sistema FACS, che consistono rispettivamente nel sollevamento della parte esterna e interna delle sopracciglia, e dello spalancamento degli occhi. A quali emozioni possono essere correlate queste microespressioni? Alla sorpresa, oppure all’emozione di paura.
Per concludere: Maria Rosaria Boccia in questa intervista dimostra di conoscere numerose tecniche di public The post Il linguaggio del corpo di Maria Rosaria Boccia: l’analisi di Patrick Facciolo first appeared on Parlarealmicrofono.it. |