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Annunciate come elezioni potenzialmente storiche, le consultazioni elettorali ungheresi di metà aprile hanno tenuto fede alle aspettative: il partito di opposizione Tisza del candidato unico dell'opposizione Peter Magyar ha ottenuto la fiducia della popolazione, conquistando una supermaggioranza parlamentare che non solo gli consentirà di governare i prossimi quattro anni a Budapest, ma di farlo smontando pezzo a pezzo i cardini della cosiddetta "democrazia illiberale" impiantata nel Paese nel corso di sedici lunghi anni di potere di Viktor Orban. In questo Euroreportage da Budapest Sergio Nava ci racconta la notte del 12 aprile, che ha cambiato il corso della storia ungherese, i festeggiamenti per le strade, la gioia di una popolazione -per lo più giovane- che ha sperimentato nel suo piccolo l’ebbrezza di una “rivoluzione democratica”. Insieme ad analisti e attori della società civile ungherese analizziamo cosa hanno rappresentato per il Paese i 16 anni di potere di Orban, e guardiamo al futuro, sia in merito alle sfide che attendono il premier in pectore Magyar sul fronte interno, sia soprattutto sul fronte dei rapporti con l'Unione Europea e con gli altri 27 Paesi membri. |