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Esistono due fondi europei che vanno incontro alle crisi aziendali e ai lavoratori colpiti soprattutto durante la pandemia: il primo è il Feg, fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per i lavoratori espulsi dal lavoro, è uno strumento messo a disposizione dalla Commissione europea per supportare lavoratori in esubero o autonomi che abbiano cessato l'attività in caso di eventi di ristrutturazioni significativi. E sono due le domande Feg presentate a luglio alla Commissione Europea, entrambe su iniziativa dall'Agenzia sarda per le politiche attive del lavoro (Aspal): le storie riguardano due società operanti nel territorio sardo, la Air Italy Spa (586 esuberi) e la Porto industriale di Cagliari Spa (190 esuberi). Ma in Europa è attivo anche il fondo Sure, Support to Mitigate Unemployement Risks in an Emergency, circa 90 miliardi le risorse erogate finora ai paesi Ue, lanciato durante la pandemia per concedere prestiti ai paesi a condizioni favorevoli per finanziare misure a sostegno dell'occupazione. L'Italia è il primo beneficiario di SURE, con prestiti a tassi vantaggiosi per un totale di 27,4 miliardi. E la Spagna è il secondo beneficiario dell'UE, con 21.325 milioni stanziati. Spagna e Italia uniscono le forze affinché l'UE mantenga il fondo SURE, attivo fino al dicembre 2022, dopo la pandemia per sostenere i meccanismi di protezione sociale. Meccanisimi che anche prima della pandemia erano priorità europea, come spiega Massimo Gaudina, capo della Rappresentanza a Milano della Commissione europea, e se vengono mantenuti oltre l'emergenza sanitaria sono necessarie condizioni per rilancio, formazione e regole uniformi per i lavoratori anche extra Ue, puntualizza Livia Spera, segretaria generale di ETF Federazione Europea dei lavoratori dei Trasporti, e si possono consolidare secondo la Professoressa Piera Loi, Docente di Diritto del Lavoro all'Università di Cagliari, visto che da molte best practice europee come quelle in Spagna e in Italia è evidente che funzionano, sottolinea la professoresse Sonia Fernanda Sanchez che presso la stessa università è ricercatrice post dottorato. |