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Dal Salone del Mobile di Milano arriva un segnale interessante per chi guarda alla trasformazione digitale non come slogan, ma come cambio di modello industriale: anche l’elettrodomestico, il più “fisico” degli oggetti domestici, sta diventando piattaforma, servizio, dato, relazione continua con il cliente. Ne hanno parlato a RadioNext Sabrina Zago, Direttrice Marketing di BSH e Giuseppe Rago, responsabile del team formazione BSH, raccontando l’evoluzione di Home Connect, la piattaforma che dal 2014 consente agli elettrodomestici Bosch, Siemens, Gaggenau, Neff e di altri brand di dialogare con l’utente, con l’assistenza e con l’ecosistema casa. Il punto, però, non è accendere il forno dal divano. Sarebbe riduttivo. La vera partita è trasformare un prodotto che una volta “nasceva e moriva” uguale a se stesso in un oggetto aggiornabile, osservabile, migliorabile nel tempo. Giuseppe Rago cita il caso dei forni Siemens iQ700, aggiornati attraverso l'app e l'ecosistema correlato per rendere più accessibili programmi che molti utenti non usavano: non più innovazione calata dall’alto, ma prodotto che impara dall’utilizzo reale. Siamo davvero pronti a considerare un forno come un software? Per le aziende significa una cosa precisa: il valore non si esaurisce nella vendita, ma continua nella capacità di generare esperienza, assistenza, nuove funzioni e fedeltà. Per manager e professionisti digitali il messaggio è ancora più chiaro: il confine tra hardware e servizio è saltato. Sabrina Zago sottolinea la scelta di sviluppare internamente Home Connect, perché qualità, sicurezza e infrastruttura non sono dettagli delegabili. Il tema dei dati è centrale: la piattaforma raccoglie informazioni utili alla ricerca e sviluppo, ma - spiegano gli ospiti - non viene usata come moneta di scambio marketing, in netto contrasto con molti modelli digitali gratuiti fondati sulla profilazione. Qui si apre una domanda chiave per il business digitale: quanto vale oggi un ecosistema se non è anche affidabile? La risposta passa da cybersecurity, selezione dei partner e interoperabilità. BSH lavora con standard severi e guarda a protocolli come Matter per evitare la frammentazione delle cinquanta app domestiche. Perché il consumatore non comprerà solo il miglior elettrodomestico, ma quello capace di stare dentro un sistema coerente. E anche l’assistenza cambia: diagnostica da remoto, meno visite inutili, tecnici più preparati, nuove occasioni di servizio. Il futuro della casa connessa, insomma, non è fatto solo di comodità. È una nuova grammatica industriale: prodotto, piattaforma, dato, fiducia. Chi la capisce per tempo, governa la relazione. Chi resta al ferro, rischia di diventare commodity. |