|
Description:
|
|
Dopo l’ubriacatura del 2020 e 2021, sono apparse da subito le prime crepe: il canale diretto dell’ecommerce non tiene. Nella stragrande maggioranza dei casi non è profittevole. In primis perché il manufacturer non è un distributire/reseller/retailer e, sebbene faccia fatica ad ammetterlo, non riesce ad agire come tale: conflitti di canale irrisolti; compartimentazione tra retail, marketing, digital e creazione di silos inviolabili che non si parlano; mancanza di una strategia commerciale chiara che governi tutti i canali in maniera collaborativa; piattaforme di logistica completamente impreparate, per non parlare del customer service. L’esternalizzazione di alcune di queste funzioni non funziona: manca comunque troppo spesso l’integrazione con quelle interne. Per cui accade che il customer service di primo livello esternalizzato risponda in un modo e adotti una soluzione, quello di secondo livello interno, interpellato senza avere record del primo contatto, ne da una seconda. Morale della favola, il primo rimborsa, il secondo sostituisce. Il Cliente è felice, l’azienda è in perdita secca. IN tutto questo, la bottom line non considera questi costi perché non li traccia. E sì, è il caso reale di una multinazionale. Ho voluto chiamare tre professionisti che ne sanno, per aiutarmi a sviscerare la questione e capire se c’è una soluzione oppure se possono solo aiutarmi a trasportare la bara. Guido Lucarelli CEO e founder di B2X, solution provider specializzato in Ecommerce, Marco Loguercio, CEO e Founder dell’agenzia Find e Matteo Bianchini, Chief Digital Officer di Design Holding sono intervenuti in questa e nella prossima puntata di #RadioNext. Volete sapere come è finita? Buon ascolto. |