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Il comparto fieristico nel nostro paese genera affari per 60 miliardi di €, coinvolge circa 200.000 espositori e richiama oltre 20 milioni di visitatori; di questi 1,3 milioni circa arrivano dall'estero, mentre il 50% delle esportazioni nasce da contatti generati durante gli eventi internazionali. Questa panoramica rende un'idea chiara dell'importanza del settore fieristico che ha dovuto fare i conti con le norme di sicurezza che impongono il distanziamento sociale.
Le aziende e gli organizzatori combattono la pandemia, trasformando le fiere pensate in origine come eventi live, in eventi totalmente digitali. Da questa nuova tipologia di mercato ancora in parte inesplorata, nascono nuove piattaforme come Liveforum.space. Creata e progettata interamente in Italia da Roberto Silva Coronel, uno dei pionieri degli eventi digitali, in collaborazione con un team di esperti, permette di ospitare eventi di qualsiasi natura, con una forte propensione per gli eventi business. L'idea è quella di ricreare uno spazio virtuale per tenere in vita gli eventi ripristinando il normale svolgimento degli stessi in versione digitale, e riprodurre un ambiente reale in cui avere contatti di business e sociali. La location digitale è stata apprezzata da organizzatori e aziende in attesa di una ripresa della normale attività di PR e event managment ; tanti gli eventi svolti durante il lockdown come simbolo di una rinascita dei settori più colpiti.
L'apprezzamento degli stakeholder nasce soprattutto da un'esigenza meramente economica. La locazione degli spazi e di tutti i servizi aggiuntivi comportava un costo rilevante per le aziende, quasi proibitivo. In media un singolo partecipante costava 10 volte di più (60-80€) rispetto ad una partecipazione digitale , senza considerare i costi di catering e di spostamenti.
Nonostante le tecnologia consenta la sperimentazione di nuove organizzazione e nuovi metodi di fruizione degli eventi, gli operatori del settore colpiti profondamente dalla crisi provano a farsi sentire. L'associazione EMECA, European Major Exhibition Centres Association, che rappresenta i maggiori poli fieristici europei, ha lanciato un grido disperato di aiuto chiedendo un sostegno significativo da parte delle autorità pubbliche europee e nazionali per garantire la sopravvivenza dell'intero comparto. Le esposizioni vietate da marzo a settembre hanno causato un danno economico devastante, spiega Maurits von der Sluits, presidente di EMECA, che si impegna a garantire gli standard di igiene e sicurezza più elevati a fronte di una ripresa immediata del settore.
L'ibridazione sembra essere la chiave di volta per la ripresa futura degli eventi. Quelli fisici potrebbero disporre di un parterre limitato, mentre i digitali, fruibili a tutti gli interessati senza limiti temporali, potrebbero avere un ampio bacino di utenza, sfondando i confini del luogo fisico e addirittura del paese ospitante. La trasformazione è in atto e sembra avere un andamento lento, non immediato, dovendo confrontarsi con i limiti e gli ostacoli comportamentali dei singoli in contraddizione con il progresso, ovvero le nuove modalità di fruizione che stravolgono il mondo degli eventi. |