|
Description:
|
|
Non è una provocazione o una analisi geopolitica. È la risposta data da una ragazza di 14 anni ad un provino per il programma televisivo "il Collegio". Che conclude con: "Ma l'Austria non sta dentro la Germania?". La mancanza di conoscenza è il primo limite strutturale che sta rallentando la capacità del nostro Paese di ridisegnare il futuro. E per poter colmare la lacuna serve una piattaforma di lavoro in grado di forgiare i nuovi cittadini digitali. Trovo la definizione data dal Consiglio d'Europa abbastanza limitante: non basta parlare di conoscenza tecnologica, bisogna fornire gli strumenti per una coscienza, una conoscenza e una partecipazione che abbraccino la comprensione dei fenomeni sociali, culturali e (anche) tecnologici di questo mondo che aumenta la sua complessità intrinseca. La cittadinanza digitale è il percorso che ogni singolo individuo dovrebbe poter intraprendere per diventare parte attiva di una società, assumendo diritti e doveri nei confronti dei propri simili, delle persone giuridiche e dell'amministrazione pubblica. Tre sono le direttrici sulle quali bisognerebbe impostare il piano: 1 - Istruzione. La scuola deve diventare la palestra di confronto critico e avere il ruolo di guida nei processi di apprendimento, sia sui principi fondanti le regole di convivenza sociale strutturata, sia sugli strumenti. Quindi, riforma del metodo didattico e formazione massiva dei docenti per permettere a tutti un accesso senza discriminazione all'istruzione, reintroduzione dell'educazione civica con uno specifico riguardo alla cittadinanza digitale e inserimento di una nuova materia, a partire dalle scuole elementari, sull'utilizzo degli strumenti e dei servizi digitali. 2 - Accesso. Estensione accelerata della copertura della banda larga a tutti i cittadini e accesso agevolato dallo Stato alle risorse di base. Così come l'acqua, anche l'accesso ad Internet deve essere garantito a tutti a prezzi calmierati o cofinanziati dallo Stato, quantomeno al livello minimo. 2 Mbit di accesso per tutti, gratuito permetterebbero a ogni singolo cittadino di poter lavorare da casa o fare lezioni (quindi se in famiglia siamo in 4 e lavoriamo/studiamo tutti, l'accesso è di 8 Mbit). Se vuoi maggiori velocità, paghi. Al posto di dare 600 o 1000 euro a chiunque, lo Stato dovrebbe mettere a disposizione di tutti un computer/tablet a un prezzo accettabile e defalcarne il costo dai sussidi. Un Chromebook costa 250 € al singolo. Ma se ne compro 5 milioni di pezzi il prezzo, ovviamente, scende di gran lunga. Diamo la possibilità a tutti i cittadini di collegarsi e poter lavorare/studiare da ovunque e comunque 3 - Innovazione. Serve un piano pluriennale serio di investimenti in innovazione e trasformazione digitale, non solo nelle infrastrutture. Finanziamenti agevolati alle startup e agli incubatori/acceleratori a sostegno delle prime; aiuti alla riconversione, non solo industriale in ottica 4.0 ma in tutti i processi lavorativi aziendali: dalle vendite al finance, dall'amministrazione al marketing; finanziamenti mirati alla formazione per la riconversione lavorativa di attività obsolete. Non possiamo lasciare solo ai privati l'iniziativa: lo sforzo necessario per colmare il gap accumulato è così ampio e pervasivo che nessuna impresa sarebbe in grado di diventare motore di questo cambiamento necessario e non più rimandabile. Non mancano esempi eccellenti di abilitazione: la firma digitale europea fortemente voluta dalla Commissione EU è stata con successo implementata in Italia dai privati ed è diventata una milestone per la creazione della fiducia tra le parti. Danilo Cattaneo (https://www.linkedin.com/in/danilocattaneo/), CEO di InfoCert - Tinexta Group è venuto a trovarci nell'ultima puntata di #RadioNext e abbiamo approfondito insieme l'importanza dell'integrazione e dell'adozione degli strumenti abilitanti non solo per le aziende, ma anche il per il privato cittadino. Un grande lavoro è stato fatto dai player come InfoCert, ai quali bisogna dare merito della caparbietà con cui si sono prodigati per rendere fattibile un tassello del puzzle complesso. Ora però tocca disegnare il perimetro e le linee principali della Piattaforma Digitale di Paese, all'interno della quale offerta e domanda potranno muoversi, sperimentare, implementare e migliorare l'offerta di mercato. |