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Description:
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Come se il lockdown e il distanziamento sociale non bastassero a mettere in difficoltà le compagnie assicurative tradizionali, le startup insurtech stanno premendo sull'acceleratore della discontinuità per provare a creare un solco difficilmente superabile grazie alla tecnologia e a strutture flessibili: dall'intelligenza artificiale e ai big data per un'assunzione dei rischi più precisa e profittevole alla blockchain per la stipula di contratti e la liquidazione. Per non parlare poi della vendita diretta che permette di superare le barriere della pandemia e mette in crisi in network di agenti e promotori lasciati sempre più soli dai big assicurativi. Non mancano certo esperimenti o tentativi di superare le barriere, ma rimangono isolati e poco integrati. Non che le soluzioni non siano disponibili sul mercato: in ambito energetico E2U ha creato una piattaforma multicanale in grado di abilitare i venditori alla gestione completa del ciclo di acquisizione, gestione e firma del contratto completamente da remoto. Manca quindi la cultura, la visione. In attesa che le nubi all'orizzonte siano portare via dall'immaginifico vento della ripartenza (ma a quale prezzo?), le startup Insurtech continuano a macinare numeri da urlo: 6,3 miliardi di dollari raccolti nell'ultimo biennio, investitori e le stesse compagnie assicurative che versano fiumi di denaro per cercare di colmare il gap e mettere in piede nella nuova frontiera dell'innovazione assicurativa. Perché se non puoi combatterli, almeno fatteli amici. Volete avere una panoramica dettagliata dello stato dell'arte? Potete ascoltare il podcast di #RadioNext di domenica scorsa in cui Stefano D'Ellena Head of Insurance Italy di Everis che ci ha presentato i risultati del report annuale Insurtech 2020. |