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Radio Next del giorno 19/04/2020: Sbloccare il lockdown con l'e-commerce b2b

Category: News & Politics
Duration: 00:00:00
Publish Date: 2020-04-19 07:03:39
Description: Siamo ormai ad un punto di svolta: non possiamo pensare di perpetuare questo blocco delle attività economiche a tempo indefinito e al contempo non possiamo mettere a repentaglio la salute dei lavoratori. Le soluzioni languono, le idee chiare anche. Questo perché continuiamo a pensare di poter risolvere il problema riadattando una mentalità mercantilistica ante COVID-19 ad un mondo che non sarà più come prima.
Quanti nuovi clienti, spinti dalla necessità, si sono affacciati all'ecommerce? Hanno superato le barriere del pagamento online; hanno atteso pazienti che la merce venisse recapitata a casa o in ufficio; hanno digerito le spese di spedizione. Sono la nuova generazione di clienti digitali che difficilmente, superato il blocco, torneranno indietro. E hanno ancora tempo di fare pratica, perché la ripartenza delle attività produttive in modalità tradizionale è ancora di là da venire.
Bisogna dunque pensare a soluzioni alternative, che escano fuori dallo schema tradizionale. Metro, il cash & carry tedesco, ha aperto su 27 province il proprio ecommerce. Delivery diretto a casa, acquisto solo per partite iva e soggetti giuridici, minimo 100 euro di spesa trasporto incluso. E, all'orizzonte, la possibilità di servire anche - temporaneamente - il consumatore finale per alleggerire il carico della filiera. Una delle mille opportunità che il business online oggi ci offre, non solo in ambito consumer ma ancor di più in quello business. Quanti sono i professionisti che, per necessità, si sono trovati costretti ad acquistare online causa mancanza di forniture tradizionali? La sola carta per stampare, essenziale per un Paese retrogrado come il nostro che richiede un modulo cartaceo per circolare a differenza della Francia che in men che non si dica lo ha digitalizzato in un app, non è acquistabile presso i supermercati. Non farebbe parte dei prodotti indispensabili; guacamole, tacos e Campari sì. Tanto vale comprarla online, allora. Superato lo scoglio psicologico, l'approvvigionamento online oggi e nei prossimi mesi diventerà una necessità per poter ripartire.
A chi oggi ancora esprime remore per paura dei conflitti di canale ricordiamo che il passaggio è obbligato: non ci stanchiamo mai di ripetere che il cliente ha già passato la frontiera del digitale e non tornerà indietro facilmente. E' un dato di fatto che richiede risposte pronte e importanti, non può accettare la paralisi da paura di reazioni dei propri grossisti (peraltro chiusi) o della propria rete di vendita. Facile a dirsi? Per chi lo ha fatto la risposta è positiva: Luigi Franceschetti, Presidente dell'omonima Saccheria, ha progettato l'apertura del canale diretto B2B in tempi non sospetti e a febbraio è andato online. Con risultati inaspettati.
Innanzitutto un break even a tre mesi grazie ai numerosi ordini che giornalmente gestiscono: si tratta soprattutto di nuovi clienti la cui attuale fattura media non avrebbe giustificato la visita di un responsabile commerciale.
L'integrazione del front end (il sito) con il sistema di gestione ordini e del magazzino permette di governare, da remoto, l'intero e-commerce con una sola persona. Problemi di sicurezza sanitaria risolti.
La rete di vendita, che può utilizzare l'ecommerce come un sistema di gestione ordini da remoto, può lavorare anche da casa senza la necessità di recarsi dal cliente.
E stiamo parlando di una azienda che fattura meno di 30 milioni di euro, non di una multinazionale.
Bisogna guardare a questa situazione con occhi diversi, osservando come stanno mutando i comportamenti e le aspettative e sperimentando ora quello che tra qualche mese potrebbe essere ormai tardivo. Senza tralasciare gli aspetti di comunicazione, sia interni che nei confronti della filiera dei partner, che non spariranno ma cambieranno - in parte o in toto - ruolo e attività. E toccherà alle aziende che hanno disintermediato aiutarli a cercare una nuova collocazione sul mercato sia grazie allo sviluppo di servizi di filiera integrati, sia attraverso rafforzamenti della value chain. Penso ad acquisizioni e fusioni, necessarie per rendere efficiente la struttura dei costi e massimizzare gli investimenti.
Il futuro è tracciato, e non lo abbiamo fatto noi ma un virus che ci ha presi completamente alla sprovvista. E ci ha fatto scendere dalla locomotiva lanciata verso una attesa ripresa. Stiamo provando a spingerla per farla ripartire ma siamo sicuri che sia il modo migliore per rimettersi in marcia? E se cambiassimo mezzo di trasporto?
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