|
Description:
|
|
Fare la spesa, andare dal medico e in farmacia, portare sotto casa il cane: sono queste le uniche attività che compiamo in questi giorni uscendo dalla nostra abitazione, oltre a recarsi al lavoro, per quei pochi che lo devono ancora fare. Le restrizioni messe in atto in questo periodo sono importantissime per noi e per tutelare la salute di tutti. Ma se per molti uscire a svolgere queste attività di base sta diventando l'unica valvola di sfogo dalla routine casalinga, spesso non ci si rende conto che per altri possono diventare situazioni di grave pericolo. Basti pensare agli anziani, a partire dai 65 anni, alle persone con patologie pregresse o croniche e alle persone invalide. L'emergenza #Covid19 che ci ha investito prepotentemente nelle ultime settimane ha però messo a repentaglio tutto ciò che davamo per scontato: se prima per queste categorie fragili uscire, magari accompagnati, era una cosa assolutamente positiva per il mantenimento della propria autonomia e vita sociale, ora è diventato un rischio enorme. Tantissime sono le campagne lanciate dallo stato italiano, una su tutte #iorestoacasa, valida per tutti ma soprattutto fondamentale per questi soggetti fragili. Come evidenziato anche dai dati ufficiali raccolti dal Ministero della Salute sono proprio gli anziani e le persone con patologie pregresse i soggetti più a rischio e per tale motivo è importantissimo far si che proprio le persone che appartengono a queste categorie restino a casa. Michela Conti, co-fondatrice di Ugo ha deciso di creare una start-up, diventata ora una vera e propria impresa, per fornire un servizio di supporto a questi utenti fragili, il tutto tramite una piattaforma internet veloce e intuitiva grazie alla quale si possono prenotare i servizi desiderati. In una società in cui siamo sempre più oberati da impegni che si inseguono incessantemente lungo la giornata e dove spesso si fa fatica a dedicare del tempo di qualità alle persone anziane della famiglia, Ugo interviene grazie ad un caregiver professionista che è in grado di aiutare dove è necessario la persona che richiede il suo intervento. Sia fungendo da accompagnatore ad esempio per visite mediche, terapie in ospedale, commissioni o anche semplici passeggiate, sia sostituendo l'utente eseguendo attività per lui, come andare a fare la spesa o in farmacia, il tutto a fronte di un compenso. Non è volontariato, è un lavoro: primo o secondo non importa. È un esempio efficace di nuova economia di valorizzazione del tempo e dei servizi, in cui il consumo non è legato al bene prodotto ma al tempo acquistato da un agente del mercato. È una risorsa finita, ovviamente, e il suo valore è direttamente proporzionale alle competenze dirette e indirette del produttore: con le prime identifichiamo quelle che caratterizzano la qualità del contenuto, con le seconde il valore distintivo del servizio. Il poi di questa emergenza sta richiedendo a gran voce un cambio di passo e un ripensamento dei modelli economici: sarà ancora sostenibile produrre in Paesi così lontani da non avere controllo sulla delivery? Sarà necessario riportare a casa le produzioni? A quali costi per il cliente finale? Saranno ancora sostenibili? O assisteremo ad un minor consumo di beni fisici e ad una crescita di quelli immateriali, facili da trasportare? Stiamo coniando una nuova moneta, il tempo? È presto per dirlo, ma le riflessioni sul dopo premono alla porta e chiedono a gran voce risposte strutturate. In questo momento di emergenza, #Ugo ha deciso di rendere gratuiti i propri servizi e di aprire le candidature per reclutare nuovi caregiver in grado di aiutare questi utenti. L'invito è rivolto a tutti: chiunque è disponibile a donare un po' del proprio tempo per aiutare chi ne ha più bisogno, eseguendo piccole commissioni quotidiane è ben accetto. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito della piattaforma. |