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In questi giorni per le aziende è accaduta una cosa che è successa almeno una volta nella carriera scolastica di tutti noi: l'insegnante che entra in classe e annuncia un compito a sorpresa. Lo Smart Working ha sortito per le aziende esattamente lo stesso effetto. Non eravamo pronti, non ci eravamo preparati ma l'abbiamo dovuto fare lo stesso.
La colpa di tutto ciò? Il Coronavirus, l'emergenza sanitaria che sta allarmando l'intero globo e che sta mettendo a dura prova lo stato italiano. Chiusura delle scuole e di alcuni esercizi pubblici, voli aerei cancellati, eventi e fiere rimandati, misure preventive e molto altro hanno portato le aziende a dover cambiare il proprio paradigma in tempo zero, senza test e prove, catapultando milioni di italiani dalla scrivania dell'ufficio al tavolo da pranzo di casa propria. E allora tutti pronti, accendere i computer e collegarsi alla rete Wifi di casa, carichi per una nuova giornata lavorativa.
Ma esattamente, cosa significa fare smart working? Abbiamo affrontato questo argomento con l'aiuto di Lorenzo Maternini, vicepresidente di Talent Garden, azienda che da anni spinge migliaia di innovatori digitali ad affacciarsi a nuovi stili lavorativi.
Tradurre Smart Working come semplice "lavoro da casa" è completamente sbagliato, si tratta infatti di un cambiamento totale nel modo di concepire il lavoro, abbandonando la tipica visione legata ad orari standardizzati, aprendosi ad uno stile di vita completamente nuovo, che valorizza il tempo come fattore più importante nella vita di ognuno.
Il lavoro è organizzato per obiettivi e sotto-obiettivi, il lavoratore organizza in modo autonomo e flessibile la sua giornata, potendo in questo modo dedicarsi al lavoro nel momento più congeniale a lui, e nel contempo vivere in modo esperienziale la propria vita, dedicandosi a famiglia, figli, viaggi, hobbies e molto altro.
Come si evince dalla ricerca sul lavoro da remoto rilasciata da Buffer relativa al 2019, ci sono ovviamente anche fattori critici come la difficoltà dello scollegarsi dal lavoro, la solitudine, le distrazioni che comporta il lavoro da casa. Ma la spinta data dal poter gestire in completa libertà il proprio tempo sembra essere una motivazione tanto forte da portare sempre più persone ad affacciarsi a questo nuovo paradigma lavorativo.
In Italia lo Smart Working è arrivato per una causa funesta che tutti noi avremmo preferito evitare, ma che sia questa l'occasione giusta per accogliere un cambiamento positivo, mantenendolo e implementandolo anche quando tutto sarà tornato alla normalità? |