|
Description:
|
|
Il dilemma del controllo del Cliente tra produttore e distributore è parte della storia economica e si sta ripresentando in forma cronica con i distributori digitali che, per dimensioni e posizione dominante sul mercato, riescono ad imporre alle PMI un modello di business che avvantaggia prevalentemente i primi: l’esperienza di acquisto è controllata dalla piattaforma che decide cosa far vedere al visitatore. E i dati raccolti rimangono in capo a questa, che può usarli per spingere l’acquirente verso un diretto competitor.
Vi sono poi distorsioni culturali che stanno impoverendo l’intero sistema economico e di cui le piattaforme sono in larga parte indirettamente (?) responsabili. Basti un esempio su tutti: la continua ottimizzazione dei processi in campo logistico ha portato ad azzerare nella cultura consumer, e di riflesso anche in quella business, il valore percepito dell’immagazzinamento, del trasporto e della consegna.
Perché mai dovrebbe essere gratuita? Si potrebbe obiettare che questa sia compresa nel prezzo di vendita. Ma quando questa leva diventa il primo elemento di competizione della piattaforma, è molto difficile immaginarlo: in realtà stiamo obbligando le imprese a distruggere margine per poter rimanere competitive. È la strada verso il depauperamento del sistema e il consolidamento di quasi-monopolisti in grado di definire ed influenzare, se non imporre, nuove regole.
Ci sono dunque alternative? Corrado Di Mauro, deputy CEO di DG1, ha condiviso con noi il suo punto di vista: il successo dei proprio clienti deve essere strettamente legato a quello dell’azienda fornitrice. Ecco perché la piattaforma di digital business DG1, che comprende ecommerce, crm, campaign management, marketing automation, booking e tanti altri servizi, basa il proprio modello su una pura fee mensile di abbonamento, lasciando ai proprio clienti il completo controllo dei dati e del profilo del cliente. Un approccio che ha attirato l’attenzione di fondi internazionali e banche d’affari interessate a capire di più da questo approccio di business. Dopo l’azienda di hospitality più grande del mondo che non possiede nemmeno un appartamento siamo pronti a vedere quella con la maggiore quantità di dati senza avere clienti? |