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Storditi, sudati e confusi i nostri protagonisti tornano a casa…. Ma basta parlare di pasquetta.
I nostri antieroi sono giunti a quella che, probabilmente, è l’ultima sessione e il loro ultimo respiro. A meno di problemi mentali e organizzativi, la campagna potrebbe riprendere in futuro, che sia con gli stessi personaggi o con nuovi (questo dipende anche dalla sorte dei vecchi).
Ma ciancio alle bande: per i miei 25 lettori curiosi di scoprire cosa diavolo è successo, ho una cattiva notizia e una cattiva notizia. La cattiva è che per colpa di un ictus alla scimmia che stava registrando la sessione, l’audio si è perso nello spazio profondo, mentre il video è un interessantissimo primo piano della faccia di Edoardo (Jhin) alternata alla sua immagine profilo di Skype.
Sì, lo so, direte che non è poi tanto peggio rispetto ad una normale sessione di The New Order. Ma l’altra cattiva notizia è che ci sono io qui a riassumervi il contenuto di questo finale al cardiopalma, che lascia aperti ancora molti quesiti e ne apre di nuovi (tipo cosa è una cardiopalma? Fa i cardiodatteri?).
Dopo una rocambolesca fuga da Renatasia III, con droidi esplosivi e guardie esplose, il party è rientrato alla base per effettuare il debriefing e ricevere la loro fantomatica “vera missione”. Il generale Vel li convoca, e confessa di volerli come agenti infiltrati all’interno della ribellione.
Dopo qualche ora di riposo e di esplorazione della base, si dirigono all’hangar dove un ufficiale iper-eccitato di nome Jenkins spiega loro tutte le novità e i gadget della nave, venendo però interrotto da un olo-messaggio urgente proveniente da Lord Vader.
Messaggio di Vader: “La vostra attuale missione dovrà aspettare. Dirigetevi alle coordinate che ho inserito in questo datapad, e recuperare il ricercatore di nome Galex Koth e le sue ricerche. Siete liberi di usare qualsiasi mezzo sia necessario, ma lo voglio vivo. Niente disintegrazione.”
Viene deciso all’unanimità di non far incazzare ulteriormente il boss, e di partire immediatamente per le coordinate del sistema Jhensrus contenute nel datapad (lasciando Valerio in infermeria).
All’uscita dall’iperspazio Abe e Hew (Salla e Andrea) percepiscono una presenza enorme nella forza, qualcosa di dimensioni e potenza inaudite, insieme ad un brutto presentimento al riguardo. Durante la discesa verso il pianeta, capiscono una semplice ma destabilizzante verità: la presenza è il pianeta stesso.
Dei forti campi magnetici e delle strane interferenze sembrano danneggiare il motore a iperguida e la maggior parte dei sistemi della nave, così che Han Sioso (Cristiano) si ritrova a dover effettuare un atterraggio di emergenza. Prima di perdere i sensi, guarda fuori dalla cabina e vede uno spettacolo notturno meraviglioso: una aurora boreale che copre quasi tutto l’orizzonte.
Al loro risveglio si è ormai fatto giorno. Intorno a loro ci sono solo alberi enormi, come in una foresta pluviale preistorica.
La nave è in avaria, e il gruppo decide di abbandonarla per cercare aiuto, quando Hew si accorge di alcune orme umanoidi nel terreno: seguendole arrivano ad un promontorio che si affaccia su una grande radura.
In un istante, la realtà cambia davanti ai loro occhi.
Il terreno ora ricorda il pavimento di un’astronave, e dalla foresta escono due gruppi di soldati. Il gruppo a destra fa brillare le proprie spade laser e carica quello a sinistra, che risponde con un urlo di battaglia e ingaggia con spade, a prima vista, normali.
Dopo pochi minuti di scontri sanguinosi, i combattenti si fermano e si mettono in cerchio. Due di loro, uno per fazione, si fanno avanti uscendo dalle rispettive fila e si dicono qualcosa, per poi iniziare un duello: in pochi secondi, il jedi mette in ginocchio il suo avversario, un enorme umano mascherato con mantello rosso e armatura con una spada degna della sua statura. Hew e Abe riconoscono, sgomenti, entrambi i duellanti. (Hew sviene per l’emozione. Che mammoletta.)
Sono Revan e Mandalore, nel duello che secoli prima ha concluso le guerre mandaloriane.
Revan ascolta le ultime parole di Mandalore, prima di strappare la maschera insanguinata dal volto dello sconfitto per poi indossarla. Tutti i soldati presenti cominciano a sparire, come portati via dal vento, ma Revan, prima di svanire, si gira e fissa Abe.
Che ora ha una lama laser rossa che gli attraversa il petto da parte a parte.
FINE

-GM Jacopo
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