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Dopo la battaglia al guado, la compagnia decide di non perdere troppo tempo nel disfarsi dei cadaveri degli orchi e dei mannari che li aveva assaltati lasciandoli esposti alle intemperie ed alla natura.
Si prendono solo una breve pausa per prestare i primi soccorsi a chi di loro è ferito ed assicurarsi che siano tutti in grado di proseguire velocemente cosa che poi avviene.
Il gruppo avanza quindi lungo uno stretto sentiero e, se non fosse per Telumendil ed Haldramir, gli altri giurerebbero di essersi persi o di star vagando a vuoto, solo Dedric inizia a notare che passano a fianco a delle pietre bianche che si succedono ad intervalli più o meno regolari, forse le indicazioni per un sentiero, ma l’hobbit non è sicuro nemmeno di quelli che vede.
Poco dopo però giungono al limitare di un burrone attraversato da un ponte sottile ed elegante una volta attraversato il quale, davanti ai loro occhi, si apre Imladris, la valle nascosta, casa di Mastro Elrond il mezz’elfo.
Qui vengono accolti da due elfi di guardia e condotti verso il palazzo di Elrond, accompagnati dal tepore primaverile che si espande su tutta la valle e da piacevoli musiche provenienti da flauti ed arpe.
La compagnia viene quindi fatta accomodare nella grande sala del palazzo dove sembra svolgersi un gioioso banchetto a cui vengono invitati a partecipare rinvigoriti dai cibi e dalle bevande elfiche, molti perdono la cognizione del tempo e presto si ritrovano inaspettatamente verso sera al cospetto del signore di Gran Burrone.
Elrond accoglie tutti calorosamente e ascolta con attenzione i resoconti di Haldramir e Telumendil, assicurando loro che avrebbe fatto uscire cavalieri per garantire la sicurezza della valle. Dopo ciò invita tutta la compagnia a riposarsi e fermarsi per qualche tempo ad Imladris anche perché potrebbe avere bisogno del loro aiuto nel prossimo futuro…
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