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Inarrestabili come esattori delle tasse. Ineluttabili come titani viola con la passione della gioielleria. Inavvincibili dall’oscurità.
I nostri eroi si lasciano alle spalle le bizzarre creature che popolano le aspre vette del passo di Tsolenka e si gettano all’inseguimento dell’odiato Rahadin!
Ma la bufera impietosa non rende le cose semplici e la ricerca delle tracce dell’elfo richiede più tempo del solito. In compenso però la compagnia raggiunge l’agognato Tempio d’Ambra.
Grandi statue decorano la facciata, le persone raffigurate in preghiera incutono timore a chi posa gli occhi alle loro antiche sembianze. Al centro della facciata l’entrata porta verso oscure profondità, un’aura di malvagità percettibile dagli incauti visitatori è così intensa da provocare un forte disagio che cresce ad ogni passo all’interno dell’antico tempio.
La fatica comincia a farsi sentire ma trovare un luogo sicuro per riposare sembra addirittura più difficile all’interno della struttura, la temperatura infatti risulta incredibilmente gelida e insieme all’aura di malvagità che impregna il luogo questo posto non offre alcun conforto ai viaggiatori stremati.
Il barbaro Garrosh nota un grossa crepa sul fianco della montagna e il curioso Race non si lascia scappare l’occasione di andare ad infilarsi in qualche stretto pertugio.
All’interno un gruppo di abitanti delle montagne bivacca allegramente, i loro versi gutturali di quella che a malapena si può considerare una lingua rendono impossibile comprendere cosa si stiano dicendo.
Così a malincuore il barbaro della compagnia deve rinunciare a scambiarsi componimenti in rima con loro vedendosi costretto a ricorrere al linguaggio universale:
LA VIULEEEENZA
by Catta
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