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Description:
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“Sed fugit interea, fugit inreparabile tempus […]”
“Ma fugge intanto, fugge irreparabilmente il tempo […]”
[Virgilio, “Georgiche”, Lib. III, 284]
Dopo aver accertato, grazie al medaglione donato da Azazel, che tutte le dieci famiglie della lista redatta da Appio Claudio sono invischiate nell’evocazione del demone e quindi in un culto proibito, i custodes sono pronti a passare all’azione anche perché sono riusciti ad individuare quale delle famiglie ospiterà la loro preda: il predicatore Iacob riceverà infatti rifugio dalla famiglia Anarice, la più importante ed influente tra quelle della lista.
Durante il pranzo, il contubernium viene raggiunto da Appio Claudio, il Procurator Augusti di Aelia Capitolina, con cui i custodes si sono già interfacciati varie volte per ottenere aiuti o agevolazioni nel corso delle investigazioni. Il governatore vorrebbe essere messo al corrente delle novità sulle indagini e sulla linea d’azione da percorrere. I membri della Cohors Arcana svelano ad Appio la loro intenzione di agire durante la notte e che servirebbe stabilire un perimetro intorno alle case delle famiglie nobili in modo che, qualsiasi cosa succeda, venga preclusa ogni possibile via di fuga.
Il Procurator si mostra preoccupato dal fatto che tutte le famiglie della lista si siano rivelate coinvolte in qualche modo nel culto proibito, ma è deciso ad aiutare i custodes con ogni mezzo affinché tutto venga stroncato il più rapidamente possibile anche perché a breve, il a.d. XI Kalendas Maias (ovvero undici giorni prima delle Calende di Maggio, cioè il 21 Aprile), sarà il Natale di Roma, l’anniversario che celebra la fondazione dell’Urbe, e niente deve turbare la festa più importante dell’Impero. Per assicurarsi del successo dell’impresa dei custodes, Appio Claudio mette a disposizione tre centurie della Cohors I Ulpia Dacorum, lavandosi le mani di tutto il resto lasciato alla discrezione dei membri della Cohors Arcana. La I Ulpia Dacorum è una coorte ausiliaria i cui componenti sono arruolati dalle popolazioni della Dacia, una delle ultime provincie ad essere annesse all’Impero, gente abituata alla guerra.
I custodes delineano quindi il piano che poi viene comunicato anche ai tre centurioni della I Ulpia: la Cohors Auxiliaria Arcana entrerà in azione a notte inoltrata e dopo circa un’ora le tre centurie stabiliranno un perimetro per isolare la zona in cui risiedono le dieci famiglie dal resto della città. Nel mentre i dieci soldati che avevano accompagnato Minimo sul Golgotha seguiranno i custodes e, ad un loro segnale, comunicheranno alla I Ulpia di entrare in azione facendo irruzione nelle dimore di tutte le altre famiglie.
Arrivata la notte i custodes si dirigono verso casa Anarice, una volta arrivati Candemium e Vetius scavalcano il muro di cinta ed eliminano facilmente le guardie agli ingressi senza, tra l’altro, fare rumore. Con gli uomini di guardia accasciati a terra infilzati da frecce o con le gole tagliate, i due custodes aprono i portoni facendo entrare il resto dei compagni. Una volta entrati il contubernium decide di dividersi, Vetius, Candemium e Al Sahlahin (che ha il medaglione di Azazel) si dirigono al piano superiore dove solitamente si trovano le stanze padronali, mentre Minimo, Cattus e Calvus vanno verso la cucina e la cantina anche per tagliare eventuali vie di fuga.
Il gruppo al secondo piano trova sei stanze e davanti a quattro di esse il medaglione si illumina, davanti ad alcune leggermente più che ad altre. Candemium quindi entra nella stanza che causa il maggior bagliore del medaglione in cui una persona dorme ignara almeno finché non gli viene tagliata la gola. Passano così alla seconda stanza dove, questa volta, entra anche Vetius per cercare di interrogare il malcapitato, purtroppo le cose non vanno molto meglio che in quella precedente e Candemium si lascia dietro un altro cadavere.
L’altro gruppo, al pian terreno, trova le cucine in cui sono ancora impegnati alcuni servi che dopo alcune minacce e dopo che Minimo ne ha aperto uno a metà, capiscono di dover stare zitti e buoni ed assecondare i custodes. Nel mentre, il gruppo al piano superiore, si appresta ad entrare nella terza stanza.
Ave atque vale!
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