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“E come i gru van cantando lor lai, faccendo in aere di sé lunga riga, così vid’io venir, traendo guai, ombre portate da la detta briga; .”
(Inferno, V, 46 – 49)
In queste terzine il Sommo Poeta descriveva il volo di alcune gru e come allo stesso modo la sventura venisse a lui come portata da un paio d’ali.
Allo stesso modo i nostri eroi vanno “traendo guai, ombre portate da la detta (Catta)briga” e infatti le ali della sventura sbattono frenetiche per giungere celeri nella loro direzione!
Il vento sferza come una gelida frusta le pendici del monte Ghakis quando la compagnia finalmente giunge alla testa del ponte, davanti a loro un oscuro avvertimento si manifesta.
Per spaventare il saggio e in egual misura spericolato Patk ci vuole ben altro e in men che non si dica ci tiene a mettere bene in chiaro che cosa pensa di questi avvertimenti.
Così il Sommo Master si vede costretto a rispondere alla tracotanza di un insolente pennuto con un uccello ancora più grosso!
Sarete degni di oltrepassare il passo di Tsolenka? Riuscirà il barbaro a dimostrarsi degno degli antichi spiriti che dimorano su queste vette?
Proviamolo a chiedere a quella grossa bestia pelosa e ottusa senza pollici opponibili che sbava minacciosamente verso di noi… e non sto parlando di Garrosh.
by Catta
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