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Description:
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“Cetera iam fabulosa […] ora hominum voltusque, corpora atque artus ferarum gerere: quod ergo ut incompertum in medio relinquam.”
“Il resto appartiene al mondo delle favole […] mostrano bocca e volto di uomini, corpo ed arti di bestie: notizia su cui non mi esprimo, perché non verificata.”
[Tacito, “De origine et situ Germanorum”, XLVI]
Il rituale con cui i drudi hanno invocato un drago celtico lascia sconcertati i custodes che si dividono sulla strategia migliore da intraprendere, tornare indietro e riferire a Roma quanto scoperto fin’ora o cercare di mettere fine alla minaccia sul nascere eliminando i druidi anche a costo di rischiare la vita contro la nutrita schiera di guerrieri germanici al loro seguito?
Nel mentre, dopo quello che sembra essere uno strano colloquio, il drago torna sotto terra apparentemente congedato, almeno per il momento. I custodes, perso l’attimo, stabiliscono un piano d’azione che coniughi entrambe le loro esigenze: Cattus, accompagnato da Thorvald, uno dei giovani guerrieri al seguito di Sigfrid, farà ritorno a Mogontiacum per avvisare il legato della legione lì presente e per mandare un dispaccio a Roma, gli altri resteranno oltre il limes per raccogliere ulteriori informazioni e cercare di eliminare i druidi. Deciso ciò, il diplomatico parte subito nel cuore della notte mentre i suoi compagni raggiungono un luogo sicuro per riposare.
Nei due giorni di viaggio che sono necessari a Cattus per raggiungere prima il villaggio del capo Ragnar e poi Mogontiacum, gli altri membri del contubernium studiano l’accampamento nemico. Minimo e Vetius riescono ad infiltrarsi per una breve ed attenta ricognizione grazie alla loro maggiore affinità verso le genti germaniche coadiuvata da un generale eccesso di fiducia dei barbari nei propri mezzi e nella segretezza del loro operato.
Nel pomeriggio del giorno a. d. VII Kalendas Martias (7 giorni prima delle Calende di Marzo, il 23 Febbraio), Cattus arriva a Mogontiacum e riesce ad essere ricevuto dal legato della Legio VIII Augusta, Octavius Aemilius Maximianus. Spiegata la situazione e preparato il dispaccio da spedire a Roma, il diplomatico della Cohors Auxiliaria Arcana riesce ad ottenere il comando di alcuni cavalieri con cui partire l’indomani mattina per cercare di salvare i suoi compagni o, nel caso peggiore, recuperarne le spoglie.
Contemporaneamente il contubernium si prepara ad agire contro l’accampamento germanico con il favore delle tenebre, Minimo, Al Sahlahin, Vetius e Candemium si infiltreranno tra i barbari cercando di arrivare alle tende al centro per eliminare i druidi, mentre Calvus insieme a Sigfrid e agli altri due giovani Chatti cercheranno di creare un diversivo.
La benedizione delle divinità di Roma sembra accompagnare i custodes che, approfittando del diversivo, entrano nelle tende dei drudi ed eliminano i loro occupanti velocemente ed in silenzio. Nella tenda più grande trovano anche un giovane prontamente ucciso da una freccia di Vetius, Al Sahlahin, unico tra i custodes ad avvicinarsi ai corpi, nota che sulla guancia sinistra di questo è impressa a fuoco l’aquila dell’Impero.
Agli inviati di Roma non resta che scappare, ma appena usciti dalle tende dove hanno assassinato i druidi, vengono caricati da un berserkir in forma d’orso che però viene eliminato prontamente da Minimo. Continuando la loro fuga verso la foresta e la salvezza della notte, i custodes si imbattono in un piccolo gruppo di guerrieri germanici che grazie alla propria superiorità numerica si rivelano essere un avversario più ostico del previsto; lo scontro si protrae per alcuni lunghi istanti e Vetius viene gravemente ferito prima che tutti i barbari giacciano a terra morti.
Dopo questo scontro riescono ad uscire dall’accampamento nemico e a ricongiungersi a Calvus e ai tre Chatti loro guide, ma la situazione non è delle migliori: Vetius è ferito, probabilmente presto saranno braccati da gruppi di guerrieri germanici e davanti a loro c’è solo la prospettiva di una lunga e stancante marcia nell’oscurità.
Ave atque vale!
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