“[…] ut primum adoleverint, crinem barbamque submittere, nec nisi hoste caeso exuere votivum obligatumque virtuti oris habitum.”
“[…] appena entrati nell’adolescenza, si lasciano crescere i capelli e la barba e non cambiano quell’aspetto del volto, promesso in voto e consacrato al valore, se non dopo aver ucciso un nemico.”
[Tacito, “De origine et situ Germanorum”, XXXI]
I custodes partecipano alle grandi celebrazioni per l’entrata nella maggiore età di Sigfrid, figlio di Murdruc, che vengono tenute nel villaggio e che culminano con un grande banchetto.
Durante il banchetto hanno modo di parlare privatamente con il capo Ragnar a cui fanno varie domande e richieste che vengono sostanzialmente soddisfatte. Il contubernium viene così a sapere che Naristi al momento è riuscito a trovare un minimo di consenso solo nelle tribù più piccole e, forse, nelle regioni centro-settentrionali della Germania, quelle più lontane dal limes. Sembra inoltre che, attualmente, Naristi sia stato avvistato nei territori dei Cherusci a sud-est rispetto al villaggio in cui si trovano e che i suoi inviati siano spesso riconoscibili dal un tatuaggio particolare: il Valknut.
Le rivelazioni per i custodes non sono però finite qui, infatti, dopo il banchetto hanno l’occasione dei parlare con Sigfrid e con il sacerdote del villaggio, l’anziano Godeoc. Da questo colloquio ottengono la disponibilità del giovane Sigfrid ad accompagnarli nel luogo in cui lui si è scontrato con un piccolo gruppo di Cherusci e informazioni ulteriori su Naristi dal vecchio sacerdote.
Godeoc rivela che i naristi erano un’antica popolazione germanica che abitava le zone sopra le province romane della Retia e dell’Illyricum. Questa popolazione si unì, alcune centinaia di anni prima, ad altre tribù che tentarono di dare l’assalto al potere di Roma, ma che furono sconfitte e ricacciate indietro. Da quell’antica guerra dei naristi si sono perse le tracce. Il sacerdote dice anche ai custodes che, stando all’oracolo che avevano effettuato, è probabile che siano due le persone che vanno in giro facendosi chiamare Naristi.
Con queste nuove informazioni e sentendo vicina la propria preda, i custodes decidono di partire dal villaggio l’indomani mattina convincendo Ishtar e la carovana di mercanti a deviare dal proprio percorso per accompagnarli e non fargli perdere la copertura di innocui mercanti.
Ave atque vale!
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