“[…] alios ad proelium ire videas, Chattos ad bellum.”
“[…] gli altri sembrano andare in battaglia, i Chatti in guerra.”
[Tacito, “De origine et situ Germanorum”, XXX]
Dopo lo scontro vittorioso con i briganti, i custodes vengono ringraziati dagli altri mercanti della carovana con la quale viaggiavano in incognito in particolare dallo schiavista siriano Ishtar; questi rassicura i custodes sul fatto di mantenere il segreto sul loro essere servitori di Roma e promette che, se l’occasione si presenterà, sarà più che lieto di aiutarli.
La carovana prosegue quindi il suo viaggio e arriva al villaggio del capo Ragnar, il più vicino al limes. Ben lontano dalla grandezza e magnificenza delle città romane, il villaggio si presenta comunque come di dimensioni ragguardevoli, almeno per gli standard delle tribù germaniche, un centinaio di casupole circondate da un’estesa palizzata.
Una volta entrati, vengono condotti nella zona riservata ai mercanti stranieri in visita: una manciata di capanne con annessa stalla non distanti dalla taverna. Qui i custodes si dirigono per tentare un primo approccio con i locali.
Dentro la locanda, alcuni membri del contubernium fanno la conoscenza del gioviale Murdruc, un ricco germano probabilmente uno dei nobili più importanti del villaggio; dopo una serie di bevute e piacevoli conversazioni, tra le quali una su inviati di Naristi giunti alcune lune prima a parlare con il capo villaggio, vengono invitati ad un pranzo per il giorno successivo, pranzo al quale potrebbero conoscere anche il sacerdote del posto di cui aveva chiesto Settentrio. Nel mentre l’augure Al Sahlahin compie un rito di Sideratio dal quale riceve responsi favorevoli per il giorno successivo.
Alla mattina del giorno dopo (19 febbraio), vengono disturbati di primo mattino da Ishtar che gli comunica che lui è in procinto di dirigersi dal capo villaggio per offrire gli omaggi di rito, nel caso specifico due schiave arabe. I custodes decidono di seguirlo approfittando dell’occasione per riuscire ad avvicinare il capo Ragnar, cosa che già avevano in mente di fare.
Arrivati in cima alla collina al centro del villaggio sulla quale sorge la dimora del capo germanico entrano e, convinto Ishtar a farli parlare per primi, si presentano a Ragnar riuscendo a impressionarlo con i loro doni di ottimo vino speziato e succose olive greche e, soprattutto, con le loro lusinghe.
Ragnar, presi in simpatia i custodes ancora sotto le vesti di mercanti, li invita a unirsi a lui per un grande pranzo che verrà tenuto quel giorno da Murdruc, lo stesso germano conosciuto dal contubernium la sera prima, in onore dell’entrata nell’età adulta del figlio. Gli dei sembrano davvero star favorendo gli inviati di Roma a cui, al momento, non resta che attendere per approfondire le proprie indagini.
Ave atque vale!
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