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Description:
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di Michela Murgia |
Con Storielibere abbiamo deciso di fare un podcast che parlasse di donne fuori dagli schemi, rivoluzionarie e controcorrente, perchè moltiplicare le categorie è l’unico modo per non morire di stereotipi ed essere veramente liberi. Dal 25 di giugno puoi investire anche tu su Storielibere, in modo da poter essere ancora di più “Liberi Insieme" | Info e condizioni https://mamacrowd.com/ | Belgrado, inizio anni ‘70: una ragazza con una lunga treccia di capelli neri si muove nei circuiti underground della città, dove le sue performance sono già leggendarie, mette a durissima prova il corpo e l’anima, si sottopone per ore a ogni genere di agonia, si tagliuzza, si brucia, spinge il pubblico a ferirla, umiliarla, spinge soprattutto la propria resistenza oltre ogni limite fisico o psicologico. È piena di cicatrici e ferite. Poi, quando scende dal palco, corre a casa, perché alle dieci di sera scatta il coprifuoco e, se non arriva in tempo, la madre la picchia fino a farla sanguinare, che in confronto le sue performance sembrano una barzelletta. La ragazza si chiama Marina Abramović, si è autodefinita “Grandmother of performance art”, anche se lei ora preferisce chiamarsi guerriera della performance. Il suo corpo, con cui ha frantumato schemi e convenzioni, è il suo primo strumento di libertà culturale e sessuale. Il suo motto: “Se mi dici di no, è soltanto l’inizio”. Ospite della puntata: Barbara Alberti |