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Assenti giustificati: quando essere sovrappensiero porta alla creatività
A tutti prima o poi capita di pensare ad altro nel momento in cui invece dovremmo essere particolarmente concentrati. E questo non succede solo durante le riunioni noiose, ma anche quando stiamo facendo qualcosa che ci interessa. Questo perché siamo biologicamente disposti ad alternare il prestare attenzione con il pensare a tutt'altro – come spiega il neuroscienziato Michael Corballis, nell'articolo "Assenti giustificati" - dal numero di dicembre del magazine Style, che contiene un'anticipazione del libro "La mente che vaga" (Raffaello Cortina editore).
India: la demonetizzazione improvvisa getta la popolazione nel panico
Nel tentativo di contrastare il fenomeno della contraffazione, il primo ministro indiano Narendra Modi ha annunciato che entro due anni metà della popolazione indiana abbandonerà definitivamente il contante fisico, ma già nei prossimi giorni verranno ritirate le banconote da 500 e 1.000 rupie – come racconta Alberto Brambilla nell'articolo "Ma che Modi !" (da Il Foglio del 5 dicembre).
Ci sono quattro modi diversi di chiedere scusa. E nessuno funziona
A volte è meglio evitare di scusarsi del tutto piuttosto che farlo in modo eccessivo o non sincero. Una ricerca della Harvard Business Review divide le cattive scuse in quattro categorie: non sincere, eccessive, incomplete, non scuse. E nessuna delle quattro riesce nello scopo – come spiegato nell'articolo di Linkpop "I quattro modi di chiedere scusa che non funzionano (garantito)" ( pubblicato il 28 novembre sul sito Linkiesta)
I signori delle playlist che decidono cosa ci piace ascoltare
Una volta, quando non esistevano le playlist, i nostri gusti musicali venivano costruiti meticolosamente nel corso degli anni, partendo dalle recensioni sulle riviste specializzate, passando poi per quello che veniva proposto dalle radio o per i consigli degli amici. Scelte spesso limitate dalle disponibilità economiche e dalle difficoltà nell'ottenere dischi (o anche solo informazioni) dall'estero. Oggi che ognuno di noi può avere a disposizione sul proprio smartphone un negozio virtuale con 30 milioni di canzoni, le scelte sono però ancora più limitate, perché arrivano dall'alto, dai signori delle piattaforme di streaming – come raccontato da Riccardo Staglianò nell'articolo "La playlist è decisa. Da noi" (dal Venerdì di Repubblica del 25 novembre). |