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Il problema più urgente per la Boldrini: declinare le cariche pubbliche al femminile

Category: News & Politics
Duration: 00:00:00
Publish Date: 2016-12-18 05:35:10
Description: In un momento così difficile per il nostro paese, la presidente della Camera non trova niente di meglio da fare che avviare le procedure per declinare al femminile le cariche di tutte le dipendenti di Montecitorio. In un paese come l'Italia, dove mediamente ogni tre giorni una donna viene uccisa e dove la maggior parte degli stupratori non finisce in carcere se non per qualche giorno (spesso solo ai domiciliari), la Boldrini torna alla carica con le sue ossessioni sulla grammatica italiana da modificare a colpi di decreto. E come già accaduto in passato, le prime a ribellarsi sono proprio le donne – come racconta Monica Guerzoni nell'articolo "Linguaggio di genere alla Camera. Polemiche per le regole della Boldrini" (dal Corriere della Sera dell'8 dicembre). E nei giorni successivi il presidente emerito Giorgio Napolitano ha bacchettato la presidente della Camera: "Penso che Laura Boldrini non si dispiacerà se insisto in una licenza che mi sono preso da tempo, quella di reagire alla trasformazione di dignitosi vocaboli della lingua italiana nell'orribile appellativo di ministra e nell'abominevole appellativo di sindaca". Questo il commento di Napolitano, come riportato in un trafiletto pubblicato sul Corriere della Sera del 16 dicembre.

Quando il politicamente corretto diventa una fonte di conflitto
L'inaspettata vittoria di Trump alle recenti elezioni ha dimostrato che molti americani (e non soltanto loro) preferiscono il politicamente scorretto al politicamente corretto portato agli estremi. Perché quello che era nato come uno strumento per ridurre i conflitti derivati dalle ineguaglianze, si è alla fine rivelato come una fonte primaria di conflitto – spiega Raffaele Alberto Ventura nell'articolo "Il politicamente da correggere" (dal numero di Dicembre del magazine IL).

Ragazza ferocemente aggredita da un gruppo di bulgari: e la Germania si scopre razzista
Il Germania l'aggressione ad una ragazza nella metro di Berlino da parte di un gruppo di immigrati bulgari scatena indignazione in tutto il paese. Lo scorso 27 ottobre, in una stazione del metro di Berlino, un immigrato di origine bulgare colpisce alle spalle con un calcio una giovane ragazza che sta scendendo le scale. Durante la caduta la ragazza riporta la frattura di un braccio. Il video che riprende immagini della violenta aggressione, avvenuta senza nessun motivo, viene poi diffusa dalla polizia, scatenando un'ondata di indignazione nazionale. Imprenditori, politici, cantanti, ma anche cittadini comuni, offrono una taglia a chi offre un aiuto per riconoscere e catturare quello che viene fin da subito definito come un "criminale straniero". La feroce reazione che si scatena sui social mostra come una buona parte della Germania sia ormai stanca della politica di accoglienza della Merkel - come racconta Alessandro Alviani nell'articolo "Aggressione nella metro di Berlino. E la Germania si scopre xenofoba" (da la Stampa del 15 dicembre).

Immigrazione selvaggia e mancanze di regole: a Milano e Roma chiunque può fare il comodo suo per strada
Non ci sono solo i turisti che fanno il bagno nelle fontane storiche; l'Italia è ormai un paese dove ognuno può fare il comodo suo per strada. Negli altri paesi non è permesso orinare per strada, mendicare in modo aggressivo o molestare i passanti. Ma in Italia i freni inibitori di migranti e turisti stranieri vengono allentati – scrive Aldo Cazzullo nell'editoriale "Metropoli sfregiate" (dal magazine Sette del 9 dicembre). Il problema è che nessun paese può reggere un flusso migratorio come quello al quale è stata sottoposta l'Italia negli ultimi anni. E quando politici e intellettuali radical chic ricordano che un tempo anche noi eravamo migranti verso gli Stati Uniti, dovrebbero ricordare anche due piccoli particolari. Prima di tutto gli Usa hanno una densità di popolazione di 34 abitanti per chilometro quadrato, contro i 201 dell'Italia. In secondo luogo, negli Stati Uniti l'immigrazione è sempre stata regolata in modo ferreo, con tanto di quarantene e respingimenti – commenta Cazzullo.

Quando il dono più bello arriva dai colleghi
In un'azienda di Marostica lavora una giovane operaia con una figlia di sei anni colpita da una malattia degenerativa. Una volta esaurito tutto il monte ferie accumulato, per la giovane madre non rimane che un'unica soluzione per continuare ad accudire la figlia: dare le dimissioni. Ma il miracolo di Natale arriva sotto forma di una sorpresa che le hanno preparato i colleghi, raccogliendo 198 giorni di ferie da offrirle come dono – come racconta Massimo Gramellini nell'editoriale di "Colleghi di natale" (da LA Stampa del 14 dicembre).
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