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Gay Talese contro la Streep: basta sermoni politici dal mondo dello spettacolo

Category: News & Politics
Duration: 00:00:00
Publish Date: 2017-01-15 05:32:14
Description: Durante la recente campagna elettorale statunitense, molti personaggi dello spettacolo si erano apertamente schierati contro Trump, a volte finendo per mettersi in imbarazzo (Madonna e Robert De Niro su tutti). Dopo la vittoria inaspettata di Trump, sul mondo dorato di Hollywood è sceso un ancora più imbarazzante silenzio. Fino alla settimana scorsa, quando in occasione di un premio speciale ricevuto ai Golden Globe Awards, Meryl Streep ha approfittato dei riflettori accesi su di lei per ironizzare pesantemente sul neoeletto presidente degli Stati Uniti. Nei giorni successivi Lorenzo Soria, presidente della Hollywood Foreign Press Association, l'associazione della stampa estera che organizza la manifestazione, ha inviato una lettera aperta alla Streep per offrirle il suo sostegno. Molti altri hanno manifestato sostegno alla Streep, invocando il diritto alla libertà di espressione.
Di diversa opinione lo scrittore statunitense Gay Talese, che in un'intervista a Paolo Mastrolilli ("Talese: ‘Basta sermoni politici dal mondo dello spettacolo'" – da La Stampa del 10 gennaio) commenta: «Sono stanco di sentire gente dello spettacolo che usa le cerimonie di premiazione per fare sermoni politici. Se vogliono guidare il Paese, si presentino alle elezioni, come avevano fatto Ronald Reagan e Arnold Schwarzenegger. Il problema non è condividere o meno le sue parole ma il modo e la situazione in cui sono state pronunciate . I Golden Globes, come gli Oscar, sono una cerimonia organizzata per celebrare i migliori film dell'anno. Perché devono essere trasformati in una tribuna politica? Perché un'attrice, che oltretutto non ha presentato un film su questi temi e quindi non avrebbe una ragione diretta per discuterli, dovrebbe usare la piattaforma offerta da una premiazione per giudicare la presidenza degli Stati Uniti? Ha tutto il diritto di esprimere la sua opinione, ma in un altro contesto. Così, invece, tutto diventa una photo opportunity».

Diritto militare e presunzione di innocenza: il caso limite del militare indagato per il tentato suicidio
Un militare che aveva tentato il suicidio puntandosi una pistola alla tempia, è ora indagato per "violata consegna e per tentata distruzione di oggetti di armamento militare". Questo è solo uno dei casi estremi che illustrano la situazione odierna del diritto militare, alla luce della modifiche apportate, nel 2015 e nel 2016, all'art. 1393 del Codice dell'ordinamento militare – scrive l'avvocato Giorgio Carta, specializzato in Diritto militare e per le forze di Polizia, nell'articolo "La lunga marcia dei diritti dei militari. Una partita ormai persa o tuttora aperta?" (pubblicato il 9 gennaio sul sito GrNet.it) (http://www.grnet.it/newsdifesa/8942-la-lunga-marcia-dei-diritti-dei-militari-una-partita-ormai-persa-o-tuttora-aperta). "In altre parole, quando ancora le indagini preliminari sono in corso – continua l'avvocato Carta - ed i relativi atti non sono ancora integralmente conoscibili dall'interessato, l'Amministrazione può destituire un militare, presumendolo colpevole di un fatto per il quale deve ancora essere processato od anche solo rinviato a giudizio. Tutto ciò, con buona pace dell'articolo 27 della Costituzione, secondo cui qualsiasi imputato andrebbe considerato innocente sino alla condanna definitiva. Padri di famiglia da me personalmente conosciuti hanno perso il posto di lavoro senza nemmeno poter disporre di tutti gli atti di indagine, ancora coperti dal segreto investigativo e che, magari, avrebbero potuto dimostrare l'infondatezza delle accuse".

Indagati 22 no global per la guerriglia urbana in occasione dell'Expo di Milano
Il primo maggio del 2015, mentre Renzi inaugurava l'Expo, 500 no global devastavano Milano, provocando oltre 3 milioni di euro di danni. Dopo un anno e mezzo di indagini, la Digos di Milano ha ricostruito la rete anarchica responsabile della guerriglia urbana. A capo della banda c'è Valerio Ferrandi, che dopo le devastazioni si è rifugiato a Panama, divertendosi a postare foto di aragoste e barche sul suo profilo Facebook. Nel mirino dei pm ci sono ora 22 responsabili, come spiega Davide Milosa nell'articolo "1° maggio, Expo: ecco la banda che organizzò la guerra a Milano" (da Il Fatto Quotidiano del 12 gennaio).

Chi legge vive di più
Leggere un libro non fa bene soltanto allo spirito, ma anche alla salute. Secondo i risultati di uno studio condotto per 12 anni dagli epidemiologi di Yale, chi legge vive un paio di anni in più rispetto a chi non apre mai un libro - come raccontato nell'articolo "Un libro allunga la vita" (da Panorama del 18 gennaio).
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