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In un mondo sempre più instabile, dove l’unica regola certa sembra quella del caos, c’è una domanda che pochi si fanno, forse convinti che le cose non possano andare peggio di così: esiste il rischio di un attacco nucleare? Nel 2026 ha senso chiedersi se un giorno, non troppo lontano, qualcuno dei politici che hanno in mano le sorti del mondo possa decidere di usare l’arma atomica? Oggi rispetto alla Guerra Fredda ci sono molte meno armi nucleari, approssimativamente migliaia rispetto alle decine di migliaia di allora. Il rischio di un loro utilizzo dovrebbe quindi essere minore, ma in realtà pare che sia vero esattamente il contrario. È cambiato il contesto e sono cambiati gli attori in campo, campo nel quale dinamiche e relazioni non sono quasi più regolamentate. Pochissime norme e pochissimi paletti, come dimostra la fine del Trattato New Start tra Russia e Stati Uniti. In questa puntata di “Laser” cercheremo di rispondere ad alcune delle tante domande che sorgono spontanee quando si inizia a pensare al rischio di una guerra nucleare. Lo faremo con l’aiuto di Francesco Forti, fisico nucleare all’Università di Pisa, Tarja Cronberg, politica e accademica finlandese che da tempo lavora al dossier nucleare dalla Russia all’Iran, Federica Dall’Arche, ricercatrice del Centro di Vienna per il Disarmo e la Non Proliferazione.
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