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All’interno dello spazio espositivo Arte Spazio Tempo, nel cuore del ghetto ebraico di Venezia, l’associazione GEA è lieta di promuovere la mostra fotografica “Storie Svelate” dell’artista Massimo Porcelli a cura di Martina Campese.
“Storie svelate” estrae dal progetto Solitaire Papier del fotografo Porcelli, alcune delle immagini grazie alle quali è possibile partecipare visivamente al viaggio fisico e mentale effettuato dall’artista stesso. Solitaire Papier è un progetto en chantier in cui, come in un diario, l’artista immortala manifesti abbandonati e solitari nel caos e nella frenesia delle grandi città, come Parigi, luogo in cui tale progetto ha avuto origine.
L’idea alla base della sua ricerca consiste nel dare attenzione a ciò che passa inosservato, ma che possiede inesorabilmente il fascino del passaggio del tempo. Le opere, in effetti, svelano una o più storie che si intrecciano e che, attraverso lo scatto fotografico dell’artista, hanno la possibilità di essere raccontate. La curiosità e sensibilità di Massimo Porcelli fanno emergere ciò che è nascosto nella parte retrostante la prima immagine visibile a tutti, portando alla luce altre possibili storie.
L’esposizione permette di avere una visione ampia e quanto più completa possibile delle molteplici tematiche affrontate dall’artista e che ben si inseriscono all’interno dello spazio e del fascino temporale del ghetto ebraico di Venezia.
Massimo Porcelli è fotografo professionista autore di numerosi scatti inseriti in diversi volumi editi dalla Biblos srl, “Treviso, i luoghi del colore” e “Viaggio nelle Venezie”. Tra le esposizioni ricordiamo: “John Gowdy” presso le Fornaci Bagnin, Treviso e “Solitair Papier” presso Villa Emo, Treviso. Ha partecipato alla Biennale di Fotografia di Bassano del Grappa ed ha ricevuto molteplici riconoscimenti. Dal 2005 tiene corsi di fotografia e organizza workshop in Italia e all’estero. |