Gaming disorder, isolamento sociale volontario e l’ombra oscura delle loot box: eh si, serve proprio una sana educazione al videogioco. Minchia, così drastici? Non si tratta di essere o meno drastici ma l’evidenza del problema (anche se troppo demonizzato) è ormai di dominio pubblico e qualcuno si sta già muovendo in un verso pericoloso, vedi la Cina con il suo famoso “disco orario videoludico”.
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