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"Basta parlare di Salvini. Conte un piacione, un personaggio come quelli di Vittorio De Sica. Tortellino? Ricordo una telefonata notturna con Lucio Dalla...Ma l'accoglienza non transita attraverso il ripieno, o si fa secondo ricetta o non si fa."
"Ho avuto come amico fraterno Lucio Dalla, che era un bolognese attento alle tradizioni. Negli ultimi tempi, prima di morire, ci facevamo delle telefonate notturne e ci confidavamo. Nell'ultima telefonata che mi fece mi disse 'rimango a Bologna, ma a Bologna cos'è rimasto? Solo i tortellini'". Il regista bolognese Pupi Avanti comincia così, a Circo Massimo, su Radio Capital, la sua risposta alla polemica sul tortellino di pollo, variante prevista alla festa di San Petronio, a Bologna, per chi non può mangiare carne di maiale per motivi religiosi. "Condivido le ragioni culturali, ma l'accoglienza non transita attraverso il ripieno del tortellino". Quando gli si ricorda che c'è chi fa notare che queste polemiche sono un favore a Salvini, Avati smorza: "Anche questo insistere continuamente nel citare questo Salvini... possiamo anche fare a meno di parlarne. Io non ne parlo mai, e riesco a sopravvivere". Adesso il leader leghista non è più al governo, che resta guidato da Giuseppe Conte: che personaggio da film sarebbe il premier? "Il direttore di un ristorante", risponde il regista, "Mi sembra che sia un personaggio che voglia essere disperatamente e continuamente apprezzato, che cerchi nella gradevolezza uno degli elementi del comunicare sé stesso. Nel cinema italiano ci sono stati personaggi del genere, Vittorio De Sica ne interpretava di meravigliosi".
Intervista di Massimo Giannini e Jean Paul Bellotto |