Ispirato da un dipinto di una donna bianca visto in una galleria d’arte – come rivelato da Ornette Coleman stesso – Lonely Woman è forse il brano più noto del sassofonista americano. Pezzo dalla forma e dalla struttura molto libera, armonicamente “aperto”, fu pensato - come peraltro gran parte del suo repertorio di fine anni ’50 - per il suo storico quartetto dove militavano Don Cherry, Charlie Haden e Billy Higgins.
Riccardo Bertoncelli in queste due puntate di Birdland ce ne fa ascoltare alcune versioni molto diverse una dall’altra: dal Modern Jazz Quartet a Lester Bowie, da quella cantata con testo aggiunto di un Chris Connor (una chicca, 1962) su su fino ai Naked City di Zorn.
In questa particolare doppia serie di Birdland in dieci puntate, Claudio Sessa traccia una breve storia del jazz delle piccole formazioni, una specie di bignami del "suono jazzistico", dagli Hot Five di Louis Armstrong ai giorni nostri, dal trio al sestetto. Un percorso che terrà in considerazione tra gli altri Benny Goodman e il Modern Jazz Quartet, Jimmy Giuffrè e Jimmy Smith, su su fino ai gruppi di Davis, Coltrane, Wayne Shorter.