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Un piano da lacrime e sangue quello che prevede Volkswagen per rimettersi in carreggiata, dalla chiusura di tre stabilimenti alla riduzione di personale e salari. Una provocazione secondo i sindacati, abituati a cogestire l’azienda e che già minacciano scioperi. Ma quanto quello che sta succedendo a Wolfsburg è responsabilità della stessa VW e dei suoi manager, e quanto invece si gioca a livello di settore per decisioni prese a Bruxelles? Il passaggio obbligato entro il 2035 dai motori a combustione a quelli elettrici in effetti non preoccupa solo i costruttori tedeschi. Le ripercussioni si fanno sentire sui fabbricanti, sui fornitori, sugli automobilisti e sulle infrastrutture. Infrastrutture per la mobilità elettrica che non sempre sono pronte, inoltre molti clienti rimangono scettici per questioni di costo e autonomia. Temi in discussione a Modem con: Stefano Aversa, consulente nel settore automotive, vicepresidente globale e presidente per la zona EMEA di AlixPartners Luca Cifferi, direttore di Automotive News Europe Marco Doninelli, direttore Unione Professionale svizzera dell’automobile sezione Ticino |