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Nella sanità svizzera manca un pilota in cabina, visto che le redini del settore sono di competenza cantonale e nelle mani di ben 26 autorità diverse. Il tema di una diversa ripartizione delle competenze e delle responsabilità, anche finanziarie, è già stato più volte sollevato in Parlamento a Berna, ma finora sempre respinto dalla maggioranza delle Camere federali. Ora in questa discussione si è inserita l’Accademia svizzera delle scienze mediche che giovedì scorso ha presentato una serie di sue raccomandazioni, sostenute anche da H+, l’associazione che rappresenta gli ospedali del nostro Paese. La principale richiesta porta proprio sul tema del federalismo e sulla necessità di “rafforzare le competenze delle Confederazione” e questo perché in ambito sanitario il sistema federalista elvetico soffre di “parecchi punti deboli”. Basti pensare alla pianificazione ospedaliera, con cantoni geograficamente vicini e che offrono servizi simili. In alcuni casi è venuto il momento di unire le forze, con una riorganizzazione ospedaliera sovracantonale? Quali reazioni ci possiamo attendere dal cittadino-paziente-elettore? E davvero un maggiore intervento di Berna potrà garantire anche una migliore gestione finanziaria? Argomenti e interrogativi che affronteremo con: Luca Crivelli, membro di direzione della Supsi e del comitato di direzione dell’Accademia svizzera delle scienze mediche Mauro Poggia, consigliere agli Stati di Ginevra e membro del Consiglio di amministrazione dell’Ospedale vallesano Christian Camponovo, direttore della Clinica Luganese Pius Zängerle, direttore di Curafutura (intervista registrata) |