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Tre anni fa due votazioni popolari avevano dato risalto al problema dell’uso dei pesticidi in agricoltura. Entrambe erano state bocciate, ma alle Camere federali era stata elaborata una proposta sostituiva attraverso un’iniziativa parlamentare che mira a ridurre il loro utilizzo del 50% entro il 2027. L’Ufficio federale dell’agricoltura ha presentato un primo bilancio intermedio di questo piano d’azione. I primi risultati dicono che quasi il 20% dei campi del nostro Paese viene lavorato senza ricorrere a erbicidi, una percentuale che sale al 25% se si guarda anche all’uso di fungicidi e insetticidi. Risultati ottenuti anche agendo sulla leva dei sussidi diretti, l’agricoltore che passa a forme più sostenibili di coltivazione riceve ulteriori aiuti finanziari dalla Confederazione. C’è però un problema, messo in evidenza dalle autorità federali: rinunciare a determinati prodotti fitosanitari mette a rischio la produzione di diversi ortaggi perché non si riesce più a difenderli dai parassiti. Tutto questo in un contesto in cui continua a diminuire il numero delle fattorie, in aumento comunque quelle che si dedicano alla produzione biologica. Dove sta andando la nostra agricoltura? Quali le sfide ancora da affrontare nell’uso dei pesticidi, anche per quanto riguarda la qualità delle nostre acque? E come stanno reagendo i consumatori nelle loro scelte? Ne parliamo con: Sem Genini, segretario agricolo del canton Ticino Gabriele Bianchi, presidente di Bio Ticino Antonella Crüzer, segretaria generale dell’ACSI In intervista registrata: Maurizio Barro, presidente di Acquedotti Ticino Marc Liner, responsabile “Politica agricola” di Pro Natura Svizzera |