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Le conferenze ONU sul Clima ci hanno abituati a passi lenti e per lo più privi di risultati eclatanti. Sarà così anche quest’anno: la ventottesima COP, che inizia oggi a Dubai, viene già descritta come una “conferenza di transizione”. Non solo perché gli Emirati Arabi, che la ospitano, certo non spingeranno su argomenti cruciali come l’abbandono delle energie fossili, ma anche perché la guerra in Ucraina, l’inflazione e altri fattori hanno messo in secondo piano la lotta al cambiamento climatico anche in realtà, come l’Unione Europea, che volevano e dovevano essere tra i primi della classe. Allora che cosa attendersi dalla COP di quest’anno? E che cosa dire di una transizione energetica che tanto fatica a mettersi in moto e a contenere le emissioni di gas a effetto serra? Ne discutiamo con: Mariagrazia Midulla, responsabile per il Clima ed Energia di WWF Italia Massimo Filippini, professore di economia e politica dell’energia all’USI e al Politecnico di Zurigo Intervista registrata a Marco Gaia, meteorologo, capo previsioni e consulenze MeteoSvizzera |