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Le misure di sicurezza e prevenzione presso il Centro federale d’asilo di Chiasso e dintorni saranno rafforzate. Lo ha annunciato oggi al termine di una visita nella città di confine, Elisabeth Baume-Schneider, capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia. Come e in che modo, questo resta ancora da vedere, così come resta da vedere se e come la Confederazione rivedrà la chiave di ridistribuzione dei richiedenti asilo fra i Cantoni, come chiesto dal governo ticinese. Al termine della visita – molto attesa, dopo il crescente disagio registrato fra la popolazione di Chiasso e dei comuni limitrofi, per l’aumento dei problemi di ordine pubblico e dei reati ad opera dei richiedenti l’asilo - Baume-Schneider ha infatti detto di non poter promettere nulla e di dover in primo luogo “analizzare scrupolosamente” la situazione. Che bilancio trarre quindi da questo viaggio a sud delle Alpi della ministra socialista? Come gestire al meglio la situazione a Chiasso? Con un pugno di ferro, oppure puntando su migliori condizioni di vita per i richiedenti l’asilo, riducendo la densificazione dei centri e favorendo maggiormente l’integrazione di chi ci vive? E, ancora, la situazione sul fronte dell’asilo è davvero un “caos” come denuncia l’Udc, partito che ha vinto le ultime elezioni federali proprio puntando sulla questione dell’immigrazione? Oppure siamo di fronte – come dice la stessa Baume-Schneider – a una situazione contingente particolare, legata anche all’arrivo di un numero importante di persone in fuga dalla guerra in Ucraina che hanno chiesto protezione? Ne parliamo, a partire da un reportage di Verena Szabo, con: Bruno Arrigoni, sindaco di Chiasso; Willy Lubrini, tra i coordinatori del Movimento Mendrisiotto regione aperta Piero Marchesi, consigliere nazionale e presidente UDC TI. Modem, dal lunedì al venerdì, su RSI, Rete Uno e LA1 alle 08:30, in replica su Rete Due alle 18:30. Ci trovate anche sul Podcast e sulle app RSI e RSIPlay |