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Dalle urne domenica è uscita una Svizzera più conservatrice e meno ecologista rispetto a 4 anni fa. Più conservatrice perché oltre all’Udc, chiara vincitrice, anche il Centro è cresciuto, anche se in misura minore. Era però da due decenni che registrava un calo a livello nazionale. Meno ecologista perchè a perdere seggi sono stati sia i Verdi, sia i Verdi liberali che lasciano sul terreno ben sei poltrone. Le priorità degli svizzeri sono quindi cambiate rispetto a 4 anni fa. E in un periodo di grande insicurezza a beneficiarne – oltre al partito della “sicurezza ai confini” – è anche stato il Partito socialista, partito della “sicurezza sociale”, che ha recuperato una parte di quanto aveva perso nel 2019 Com’è da leggere questo voto? Tutta colpa della congiuntura, oppure ci sono anche stati errori tattici da parte delle singole forze politiche? E come potrà lavorare il parlamento nei prossimi quattro anni? Ma - prima ancora - cosa aspettarsi per il ballottaggio del prossimo 19 novembre, per il Consiglio degli Stati in Ticino? Ne parliamo con:
Daniele Caverzasio, portavoce Lega dei ticinesi Alex Farinelli, consigliere nazionale PLR Giorgio Fonio, candidato dell’Alleanza di Centro e vice-presidente del Centro - sezione Ticino Piero Marchesi, consigliere nazionale e presidente sezione Ticino UDC Marco Noi, co-coordinatore Verdi Ticino Fabrizio Sirica, co-presidente PS – Ticino Alessandro Speziali, presidente del PLR Con un commento di Sean Müller, politologo dell’Università di Losanna |